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ottobre 20, 2007

Colpo da maestro: Retequattro in eterno

di Giampiero Busato

4. All’articolo 2 bis, comma 5 del decreto legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, come modificato dall’articolo 19, comma 1 del decreto legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, le parole “entro l’anno 2008” sono sostituite con le seguenti:”entro l’anno 2012“.

Questo che avete letto è il regalo del ministro Gentiloni, nascosto nel comma 4 dell’articolo 16 del decreto legge allegato alla Finanziaria 2008. Ah, Gentiloni, dopo “modificazioni” la virgola non ci va. Dopo i due punti serve lo spazio.

Tradotto in italiano significa che il passaggio di Retequattro al satellite è spostato con soave levità da fine 2008 a quattro anni dopo. Sim sala bim. Avete presente quel Gentiloni ingiustamente accusato di fare melina pro-Mediaset perché non si occupava mai delle sentenze che stabilivano il diritto di trasmettere di Europa 7 e il non diritto di trasmettere in terrestre per Retequattro perché in violazione della normativa antitrust? Quel Gentiloni che a gennaio proclamava: “Saranno Raidue per la tv di Stato e Retequattro per Mediaset le prime due reti trasferite in digitale terrestre”? Ecco. Dopo essersi preso del liberticida e dell’antidemocratico dal proprietario di Mediaset ha fatto un esame di coscienza, indossato la casacca del rivale e segnato nel match clou del consiglio dei ministri questo splendido autogol.

Chissà i salti di gioia di Francesco Di Stefano, il proprietario di Europa 7, che da otto anni ha ottenuto il via libera a trasmettere e non ce la fa mai, destra o sinistra che si trovino al governo, perché tutti i ministri delle telecomunicazioni fanno cerchio attorno ai poveri lavoratori di Mediaset che vorrai mica lasciarli per strada e vorrai mica far perdere terreno a un’azienda italiana o peggio colpire le aziende di Berlusconi per eliminare un avversario politico, brutto leninista che non sei altro?
Non a caso Di Stefano ha chiamato Europa 7 “la tv che non c’è”. Come non ci sono quelli che lavorano per Europa 7, ma di questi potenziali occupati non parla nessuno. A questo punto converrà a tutti i malviventi denunciare l’apertura della loro attività e l’assunzione di dipendenti e collaboratori: se ci si para il c**o mettendo avanti il lavoro altrui chi mai oserà toccare un’impresa?

Giampiero Busato

Articolo pubblicato anche qui.

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