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mg


febbraio 6, 2008

Into the wild

A nome di tutti gli amanti del cinema, del grande cinema, vorrei ringraziare pubblicamente quella simpatica canaglia di Sean Penn.

Vorrei anche stringergli la mano, come si fa con un vecchio amico che ha fatto centro, ancora una volta.

Perché il suo “Into The Wild” è un pugno di onestà e purezza che colpisce al cuore, e lì rimane.

Tutto è perfetto e sublime in questo insolito gioiello, duro come la pietra e prezioso come il diamante.

L’incredibile avventura di Cristopher McCandless - che a 22 anni abbandonò tutto quello che aveva per ritrovar se stesso in Alaska- si trasforma in un trattato di filosofia morale per immagini, con domande importanti sulla libertà e la solitudine, il coraggio e la paura, il rifiuto della società moderna e dei suoi compromessi.

Mostrando la feroce lotta per la sopravvivenza nelle terre selvagge (eccezionale la performance dell’attore Emile Hirsch), Penn dà voce a dubbi e interrogativi che da sempre hanno accompagnato l’uomo: Qual’è la vera e unica libertà? Può esistere la felicità se non viene condivisa con qualcuno? E’giusto rinunciare agli affetti più cari per non tradire i propri ideali?

Ci sono pochi personaggi nel film ma ognuno di essi regala parte della propria anima alla storia e alla figura di McEndless: la coppia di “hippie” fuori tempo massimo in fuga dal mondo e dalle sue regole, l’anziano vedovo e la sua elegiaca disillusione, le “comunità alternative” disperse nell’immenso territorio americano, in cerca di una felicità finta e illusoria.

Il percorso del protagonista attraverso gli sterminati spazi delle terre selvagge diventa così un viaggio interiore alla scoperta dei nostri limiti e delle paure dell’uomo, una sorta di “Odissea del coraggio” in bilico tra spensierata innocenza e amara maturità.

Pur con qualche lungaggine di troppo sul finale, Penn dirige un film diverso da tutti gli altri, sorretto da un rigore morale e da una spietata onestà davvero fuori dal comune.

Il modo migliore, forse, per ricordare uno “spirito indipendente” del nostro secolo, che sacrificò tutto pur di non rinunciare alla sua idea di assoluta libertà.

Buon viaggio.

Michele (MIk)

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