By MIchele
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Una recensione di un film inizia sempre dalla fotografia, io non ho mai capito che kazzo volesse dire la fotografia in un film, quindi la mia recensione è questa:
Se anche la fotografia fosse fica, il film farebbe comunque cagare
La Nomination era sensata per l’interpretazione molto efficace di D.D.Lewis, la trama è di una banalità disarmante, tutto era già noto da subito, alle prime battute. È la storia di un cercatore di petrolio che raggiunge il successo e viene travolto da esso, in una trama che mette in campo degenerazione morale, fallimento familiare e tracotanza… una riedizione in salsa moderna dell’ubris eschilea, con una certa banalità e mancanza di profondità.
La traccia non seguita, su cui veramente andava costruita la storia, salta fuori in alcuni punti. La descrizione dell’universo umano è tucididea. In un mondo in cui le relazioni personali sono dominate dal potere, tra l’impresa e il predicatore evangelico non c’è alcuna differenza, l’agenzia economica e l’agenzia di idee non sono altro che la “persona”, la maschera che si indossa. L’uomo è attore, “upocrites”.
Unico spunto di regia interessante: la sordità del bambino viene presentata dalla regia attraverso una modificazione dell’audio in alcune parti, che combinate con la musica risultano molto efficaci.
Francesco
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