Solo alcuni brevi commenti su di un articolo di Morando di oggi, apparso sul Foglio (garanzia di minchiate).
Non mi dilungo sulla crisi finanziaria, io a differenza di tutti i signori che blaterano sui giornali nostrani, la sto studiando, SE ne uscirà qualcosa, saprete. Nè raccolgo la solita tiritera contro la matematica in economia: e studiatela sta benedetta matematica, piantatela lì di rodere di invidia.
Mi limito solo a circostanziate osservazioni su cosa sta dicendo questo signore. Spero che questo sia la conferma definitiva che questi signori del PD sono la vergogna nazionale e che prima ci si sbarazzerà di questo branco di pecore a-pensanti, prima forse si potrà immaginare di parlare di politica a sinistra (la destra non la cito per tre motivi: a) sono di sinistra, b) del mercatismo di tremonti non c’è nulla da dire che non sfoci nell’insulto personale, c) la sinistra di oggi, quella del PD, prende a larghe mani dalla destra, ergo…).
Prima kazzata: la crisi è figlia di Volcker e Reagan. Completamente sbagliato: da una parte abbiamo una trasformazione tecnologica e una istituzionale fondamentali, ovvero l’affermarsi del nuovo paradigma tecnologico dell’Information and Communication Technology e la creazione di un mercato finanziario globale. Senza di esse, non ci sarebbero state le basi; tuttavia, globalizzazione e cambio tecnico non sono affatto un male, il problema è l’eventuale deriva del sistema, dove si è creato il tarlo. Bene, carissimo, il tarlo è determinato dalla troppa moneta: senza il mare della liquidità dei tassi-bassi-per-sempre dell’osannatissimo Greenspan, tutto questo non sarebbe successo. L’ho già detto in un post sul mio Blog,.
Seconda kazzata: si dimostra che le certezze dell’economia non la rendono una scienza naturale. Si dimostra un fico secco. Il fatto che la politica decida di fare certe cose non implica che siano corrette, nel Paese di CAI e Alitalia un po’ più di prudenza non guasterebbe!
Terza kazzata: il liberismo della Tatcher e di Reagan. Calma ragazzi: palla al centro. Reagan mise i dazi contro le importazioni tessili e fece esplodere la spesa pubblica. Le tasse si tagliano quando si riduce la spesa, altrimenti si spostano flussi di prelievo nel tempo, non si riduce nessuna pressione. Possibile che sia così difficle capirlo. Quando è che questi mi fanno il favore di leggersi Foucault? Il neoliberismo è una tecnica di governo, che utilizza l’economia come sistema di validazione, la regolamentazione non diminuisce, cambia. Quanto alla Tatcher, se ne andò lasciando aliquote marginali del 90 e cadde su di una tassa, what are we talking about?
Quarta kazzata: regolamentazione e fine dei rischi. Nessuno ha mai detto che il rischio si può azzerare, imbecille. Il punto è che mentre il rischio del mercato nel suo complesso te lo tieni sul groppone perchè lì deve stare, il rischio individuale si può eliminare tramite la costruzione di portafogli che diversifichino opportunamente. Questa crisi, infatti, grandissimo idiota, non dimostra che la diversificazione non serve perchè come dici tu, la parcellizzazione non è servita, ANZI DIMOSTRA IL CONTRARIO. Il problema nasce, infatti, dall’eccessiva concentrazione di asset tossici in pochi punti del sistema. Questi stavano facendo una valanga di soldi e si sono caricati di troppi rischi e quando c’è stato il patatrac si sono ritrovati con tutta la merda dentro il bilancio.
Quinta kazzata: W la regole. Non ci stai capendo nulla, ma per errore stavi quasi per dire qualcosa di intelligente. Ovvio che la regolamentazione sui mercati over the counter non c’è ed ovvio che bisogna mettercela. Qui, però il problema è che la regolamentazione sui mercati finanziari, quando c’è NON FUNZIONA! Le ragioni che adduco, prima di ulteriori ed eventuali aggiunte (sto studiando di notte, di giorno non ho tempo), sono tre:
a) il regolatore è catturato, lo hanno ribadito tutti, basta vedere da dove questa gente viene e dove lavorava prima e dove andrà a lavorare dopo;
b) la regolamentazione è sempre fatta a rimorchio della crisi precedente. Qui esistono due problemi aggiuntivi, il primo è che l’innovazione finanziaria viaggia troppo rapida (ed in parte questo è grazie a Mr Greenspan again), il secondo è che il problema di asimmetria informativa sembra aumentare anzichè ridursi (non so chiarire meglio se si tratti di effetto eprverso della regolamentazione o di questa regolamentazione, ci devo pensare, prendetela per buona così come è)
c) esistono problemi legati ai sistemi contabili e ai fattori di rischio. Iniziamo dai primi: non possiamo valutare al dato storico, palesemente inefficiente, ma valutare a mark to amrket introduce elementi di rischio eccessivo, perchè in presenza di bolle non abbiamo nè un tetto nè un floor (leggersi il cepr policy paper di Spaventa su questo punto o il suo articolo sul FT). Sui secondi: il rischio è calcolato in maniera implicita sulla base dei dati storici, ergo, si usano misure che sono assolutamente endogene e oltretutto procicliche, quando va bene, va bene, il rischio misurato è più basso e questo mi permette di caricarmi rischio ulteriore. Quando finalmente butteremo nel cesso il Value At Risk e cominceremo ad evitare di assumere che la distribuzione dei rendimenti abbia varianza finita, giusto perchè così facciamo prima a calcolare il Teorema del Limite Centrale, magari qualche cosina in più riusciremo a capirci…
Beh rimarrebe da parlare dell’Internazionale Craxiana, ma in effetti sono intellettualemnte sconfitto… L’Internazionale Craxiana!! Ma dove l’hanno preso questo qua?

questo blog non ha lettori così intellettuali, fra’…

io leggo con interesse ma sono costretto a trincerarmi dietro ignorante silenzio…
lo trovi l’articolo incriminato, da mettere qui?
#1 Commento vom 25. settembre 2008 um 3:31 pm
Ciao Marco
vedi l’interessante dibattito che ho suscitato
no dai scherzo, é colpa mia che sono troppo tecnico é che non ho tempo, le partenze si avvicinano e sono preso da mille cose.
l’articolo lo trovi cliccando sullo sgorbietto che appare all’inizio dell’articolo, oppure qui
http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/080924/jbnxt.tif
#2 Commento vom 25. settembre 2008 um 3:37 pm
“marcogiacosa.it e amici”: il blog più invidiato da “lavoce.info”.
. Francesco, però devi darci il tempo di leggere l’articolo e raffrontare a quello i tuoi spunti critici (dopo aver ripassato i monetaristi e la supply side economics). Comunque, se la tesi di fondo è che la classe dirigente italiana è costituita praticamente da un branco di capre, credo che si possa serenamente sottoscrivere. Se è che il Pd non rappresenta nemmanco l’ombra di quella formazione moderna e progressista che potrebbe e dovrebbe offrire all’Italia una prospettiva nuova e progressista rispetto alla dolce deriva totalitaria berlusconiana, e beh, come darti torto?
#3 Commento vom 25. settembre 2008 um 5:19 pm
be forse bastava anche questo, senza scendere troppo nel tecnico:
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/alitalia-30/veltroni-berlusconi/veltroni-berlusconi.html
PD protagonista della vicenda alitalia. Ci sarebbe da vergognarsene e invece lui lo sbandiera. GRRRRRR
#4 Commento vom 25. settembre 2008 um 7:21 pm
comunque dai, prometto di non fare più invasioni a gamba tesa. se qualcuno vuole seguire la diatriba, vergognosamente rinvio al mio blog dove torneró a parlare nei prox giorni…
#5 Commento vom 25. settembre 2008 um 11:07 pm
fra’, è proprio il contrario: le invasioni a gamba tesa fanno piacere (il blog più invidiato da lavoce.info, come dice giustamente ezio
), è a me che spiace non ci sia adeguato seguito
ezio, busato, pompa: quand’è che ci rimettiamo a studiare un po’, eh?
#6 Commento vom 26. settembre 2008 um 6:25 am
E chi l’ha detto che “questo blog non ha lettori così intellettuali”, zio?
#7 Commento vom 26. settembre 2008 um 9:33 am
Infatti, Francesco, i tuoi sono spunti preziosi, occasioni per uscire dal solito anemico chiacchericcio informativo italian style. Se ne arriveranno di nuovi, conta pure su un lettore a volte distratto, ma sicuramente interessato (e riconoscente).
#8 Commento vom 26. settembre 2008 um 11:03 am