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	<title>Commenti a: Il vento fa il suo giro</title>
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		<title>Di: cristiana</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/09/25/il-vento-fa-il-suo-giro/comment-page-1/#comment-33829</link>
		<dc:creator>cristiana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 07:42:04 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me il film è particorlemente bello, 
sarà che mi piaceva in dialetto, o lingua doc, mi piaceva la realtà descritta di chi vive la montagna. Magari un pò irreale a tratti, ma nell&#039;insieme bellissimo.
Il problema è che le istituzioni si riempiono la bocca di PROGRESSO, ed il francese è scappato e come lui anche noi un giorno relativamente vicino.
Sono belle le sequenze sotto la pioggia. Camminare sotto la pioggia, senza ombrello, come hanno fatto generazioni prima della mia in montagna. Sentirsi un tutt&#039;uno con la montagna è una sensazione bellissima. Difficile da spiegare a una generazione di nintendo, pigri. Per nulla camminatori, che non conoscono il linguaggio dei monti.
Cristiana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me il film è particorlemente bello,<br />
sarà che mi piaceva in dialetto, o lingua doc, mi piaceva la realtà descritta di chi vive la montagna. Magari un pò irreale a tratti, ma nell&#8217;insieme bellissimo.<br />
Il problema è che le istituzioni si riempiono la bocca di PROGRESSO, ed il francese è scappato e come lui anche noi un giorno relativamente vicino.<br />
Sono belle le sequenze sotto la pioggia. Camminare sotto la pioggia, senza ombrello, come hanno fatto generazioni prima della mia in montagna. Sentirsi un tutt&#8217;uno con la montagna è una sensazione bellissima. Difficile da spiegare a una generazione di nintendo, pigri. Per nulla camminatori, che non conoscono il linguaggio dei monti.<br />
Cristiana</p>
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		<title>Di: luca</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/09/25/il-vento-fa-il-suo-giro/comment-page-1/#comment-26636</link>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 19:16:28 +0000</pubDate>
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		<description>Il film riflette perfettamente il carattere di noi cuneesi ... preferiamo lasciar marcire la verdura nell&#039;orto piuttosto di regalarla a uno straniero ... io credo che si possa crescere solo aprendosi al mondo senza dimenticare le proprie origini ... chi si isola è destinato ad estinguersi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il film riflette perfettamente il carattere di noi cuneesi &#8230; preferiamo lasciar marcire la verdura nell&#8217;orto piuttosto di regalarla a uno straniero &#8230; io credo che si possa crescere solo aprendosi al mondo senza dimenticare le proprie origini &#8230; chi si isola è destinato ad estinguersi</p>
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		<title>Di: carmen</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/09/25/il-vento-fa-il-suo-giro/comment-page-1/#comment-14125</link>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:10:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ho visto il fim ieri pomeriggio al Mexico, l&#039;ho trovato bellissimo in tutte le sue fasi; dai personaggi con le loro scelte di vita, ai contraddittori palesemente sottolineati e le loro rivalità. Bella la fotografia, e la colonna sonora ripetitiva e cantilenante. Bravi tutti quelli del,cast dagli attori non professioniti a quelli che il cinema lo fanno di mestire. Io non sono nata nelle valli occitane e vivo nella città di Milano...ma sono nata nella provincia di Piacenza e quando, vado in villeggiatura (fin dall&#039;infanzia, ) sulle colline piacentine, ho sempre trovato che l&#039;umore degli &quot;indigeni&quot; non è diverso da quello dei protagonisti del film..L&#039;estraneo che viene dalla città è accettato solo se arriva per  spendere ( nelle trattorie, nelle osterie, nelle botteghe) Purtroppo siamo tutti ...occitani.!. Invito tutti a vedere questo film che ho trovato poetico e istruttivo...come L&#039;Albero degli zoccoli o la Neve nel bicchiere...film da vedere e rivedere se si desidera migliorare i nostri comportamenti. Sia che di volta in volta si possa essere &quot;ospiti&quot; oppure &quot;ospitanti&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto il fim ieri pomeriggio al Mexico, l&#8217;ho trovato bellissimo in tutte le sue fasi; dai personaggi con le loro scelte di vita, ai contraddittori palesemente sottolineati e le loro rivalità. Bella la fotografia, e la colonna sonora ripetitiva e cantilenante. Bravi tutti quelli del,cast dagli attori non professioniti a quelli che il cinema lo fanno di mestire. Io non sono nata nelle valli occitane e vivo nella città di Milano&#8230;ma sono nata nella provincia di Piacenza e quando, vado in villeggiatura (fin dall&#8217;infanzia, ) sulle colline piacentine, ho sempre trovato che l&#8217;umore degli &#8220;indigeni&#8221; non è diverso da quello dei protagonisti del film..L&#8217;estraneo che viene dalla città è accettato solo se arriva per  spendere ( nelle trattorie, nelle osterie, nelle botteghe) Purtroppo siamo tutti &#8230;occitani.!. Invito tutti a vedere questo film che ho trovato poetico e istruttivo&#8230;come L&#8217;Albero degli zoccoli o la Neve nel bicchiere&#8230;film da vedere e rivedere se si desidera migliorare i nostri comportamenti. Sia che di volta in volta si possa essere &#8220;ospiti&#8221; oppure &#8220;ospitanti&#8221;</p>
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		<title>Di: loredana</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/09/25/il-vento-fa-il-suo-giro/comment-page-1/#comment-14039</link>
		<dc:creator>loredana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 13:46:08 +0000</pubDate>
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		<description>Sul nostro sito www.rebumart.it nella pagina cinema ho messso un commento al film.
personalmente l&#039;ho trovato bellissimo per l&#039;opportunità di riflettere sulle tematiche dell&#039;integrazione, del comportamento, ecc. Un piccolo saggio sociologico carico di poesia e bella fotografia che fa veramente venire la voglia di mettersi in macchina e correre a Chersogno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul nostro sito <a href="http://www.rebumart.it" rel="nofollow">http://www.rebumart.it</a> nella pagina cinema ho messso un commento al film.<br />
personalmente l&#8217;ho trovato bellissimo per l&#8217;opportunità di riflettere sulle tematiche dell&#8217;integrazione, del comportamento, ecc. Un piccolo saggio sociologico carico di poesia e bella fotografia che fa veramente venire la voglia di mettersi in macchina e correre a Chersogno.</p>
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		<title>Di: Giampiero Busato</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/09/25/il-vento-fa-il-suo-giro/comment-page-1/#comment-13097</link>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 07:11:49 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco,
grazie per il tuo intervento. In effetti è vero, credo però che il regista abbia voluto sottintendere un giudizio non del tutto accondiscendente verso il francese più di quanto io abbia fatto capire dalla recensione. Spero di tornare presto da quelle parti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco,<br />
grazie per il tuo intervento. In effetti è vero, credo però che il regista abbia voluto sottintendere un giudizio non del tutto accondiscendente verso il francese più di quanto io abbia fatto capire dalla recensione. Spero di tornare presto da quelle parti!</p>
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		<title>Di: MarcoB</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/09/25/il-vento-fa-il-suo-giro/comment-page-1/#comment-12247</link>
		<dc:creator>MarcoB</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 10:13:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao,
innanzitutto volevo dirti che Chersogno è il nome di una bellissima montagna in Valle Maira. La si vede benissimo dalle borgate sopra San Michele di Prazzo. Anche se abito vicino alla Valle Maira ho visto il film solo ieri e ti assicuro che, pur ritenendomi una persona abbastanza aperta, non riuscito a prendere una posizione unilaterale. A prescindere dall&#039;esito finale (l&#039;uccisione delle capre e la frattura volontaria delle dita) che è ovviamente da condannare vi è però secondo da riflettere sul modo di porsi dello straniero. Quando si entra in una comunità nuova si arriva, per così dire, in casa d&#039;altri e si viene accolti in maniera cortese (mi rendo conto di fare un discorso molto cuneese...). Per poter proseguire poi il processo di integrazione non si può pretendere che ogni proprio uso e costume venga accettato, anzi è chi deve inserirsi che deve necessariamente fare lo sforzo maggiore. Il pastore arriva con il suo dogmatismo inflessibile e non fa nulla per venire incontro alla comunità locale: rifiuta la benedizione del prete (che come dice un attore del film &quot;non ha mai fatto male a nessuno&quot;), rifiuta i consigli sulla conduzione delle capre in maniera arrogante, rifiuta l&#039;aiuto al padre disperato per il desiderio del figlio di lasciare la cascina. Se nel processo di integrazione vi sono stati delgi sforzi iniziale quelli sono stati da parte della comunità di Cersogno e non da parte del pastore. La margara anziana (quella che si rompe le dita volontariamente) ha, all&#039;inizio del film un  comportamento molto cuneese: paga l&#039;affito delle terre in anticipo ed in contanti. Il pastore delle capre invece pretende di pascolare liberamente senza regole : questa non è libertà, non è ricerca di integrazione, questa è arroganza. Anche se l&#039;erba sta marcendo sul prato, se non è di tua proprietà tu non puoi toccarla. Ovviamente l&#039;epilogo finale è come ti dicevo da condannare ma il film in se permette di ragionare in maniera lucida sulle dinamiche di integrazione.
Arveire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
innanzitutto volevo dirti che Chersogno è il nome di una bellissima montagna in Valle Maira. La si vede benissimo dalle borgate sopra San Michele di Prazzo. Anche se abito vicino alla Valle Maira ho visto il film solo ieri e ti assicuro che, pur ritenendomi una persona abbastanza aperta, non riuscito a prendere una posizione unilaterale. A prescindere dall&#8217;esito finale (l&#8217;uccisione delle capre e la frattura volontaria delle dita) che è ovviamente da condannare vi è però secondo da riflettere sul modo di porsi dello straniero. Quando si entra in una comunità nuova si arriva, per così dire, in casa d&#8217;altri e si viene accolti in maniera cortese (mi rendo conto di fare un discorso molto cuneese&#8230;). Per poter proseguire poi il processo di integrazione non si può pretendere che ogni proprio uso e costume venga accettato, anzi è chi deve inserirsi che deve necessariamente fare lo sforzo maggiore. Il pastore arriva con il suo dogmatismo inflessibile e non fa nulla per venire incontro alla comunità locale: rifiuta la benedizione del prete (che come dice un attore del film &#8220;non ha mai fatto male a nessuno&#8221;), rifiuta i consigli sulla conduzione delle capre in maniera arrogante, rifiuta l&#8217;aiuto al padre disperato per il desiderio del figlio di lasciare la cascina. Se nel processo di integrazione vi sono stati delgi sforzi iniziale quelli sono stati da parte della comunità di Cersogno e non da parte del pastore. La margara anziana (quella che si rompe le dita volontariamente) ha, all&#8217;inizio del film un  comportamento molto cuneese: paga l&#8217;affito delle terre in anticipo ed in contanti. Il pastore delle capre invece pretende di pascolare liberamente senza regole : questa non è libertà, non è ricerca di integrazione, questa è arroganza. Anche se l&#8217;erba sta marcendo sul prato, se non è di tua proprietà tu non puoi toccarla. Ovviamente l&#8217;epilogo finale è come ti dicevo da condannare ma il film in se permette di ragionare in maniera lucida sulle dinamiche di integrazione.<br />
Arveire.</p>
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