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Si può fare

Un film di Giulio Manfredonia. Con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Bebo Storti. Commedia, durata 111 min. – Italia 2008. – Warner Bros Italia data uscita 31/10/2008.

Obama non è solo: la rivincita dell’impossibile è senza padroni. “Si può fare“, dicevano i dirigenti di una cooperativa ai malati di mente che ne erano soci, all’inizio degli anni ‘80 a Pordenone, nel periodo immediatamente successivo all’entrata in vigore della legge 180/78 che svuotò i manicomi. Si può fare, si può intraprendere un’attività imprenditoriale ‘vera’, ‘normale’, si può uscire dall’assistenzialismo dei lavori-elemosina che gli enti pubblici o caritatevoli aziende private commissionano. Chi concretizza la possibilità, questa possibilità, è un pazzo o un visionario: i due termini, quando succede qualcosa di impensabile, concidono.

Alla storia di Pordenone e a altre decine di piccole storie di quegli anni è ispirato liberamente questo film, anch’esso piacevolissima sorpresa. Claudio Bisio è un sindacalista troppo moderno per il sindacato e troppo arcaico per la fidanzata che sta intraprendendo con successo la carriera nella moda della Milano da bere. Finisce a dirigere una cooperativa di matti e inizia, attraverso il lavoro, un percorso di riscatto personale, fatto di normalizzazione (o di minimizzazione della diversità) che nel complesso ha una portata innovativa straordinaria. Anche spine, nel roseto costruito da Bisio, che non è uno psichiatra e la cosa non è secondaria sia nel male e che nel bene.

Gli attori che interpretano i matti sono bravissimi. A corredo, Giuseppe Battiston (chi scrive lo ama a prescindere) e Anita Caprioli, a cui il tempo che passa regala anno dopo anno un fascino irresistibile senza toglierle la naturale bellezza (e poi è anche brava).

Voto: 8/10
Visto al Due Giardini del quartiere Santa Rita, Torino, ore 18 di domenica 9 novembre

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Autore:
Marco Giacosa
Data:
novembre 10, 2008 um 1:07 pm
Categoria:
recensioni film
Tags:
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