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gennaio 9, 2009

Tre uomini e una gamba

Un film di Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti. Con Marina Massironi, Giacomo Poretti, Aldo Baglio, Giovanni Storti, Maria Pia Casilio, Carlo Croccolo, Rosalina Neri, Augusto Zucchi, Gaetano Amato, Margherita Antonelli, Eleonora Mazzoni, Luciana Littizzetto. Genere Comico, colore 100 minuti. – Produzione Italia 1997.

Ci sono film che migliorano invecchiando.

Mi dicono che il cosmo sul comò è bene non metterlo, e allora organizziamo la serata-3-uomini-e-una-gamba, in tre uomini e due donne.

Li ho visti quasi tutti i film di AldoGiovannieGiacomo, ma non ricordavo che tutte le loro battute cinematografiche più belle sono raccolte, in verità, in questo film. Il secondo, quello in cui Aldo è poliziotto, non mi era piaciuto. Tu la conosci Claudia? e Chiedimi se sono felice non erano male, ma assolutamente non all’altezza di questa loro opera prima datata, tempus fugit, 1997.

Delle scene indimenticabili della loro carriera manca solo il come conoscono Claudia (Aldo non ha il coraggio di mollare la fidanzata e manda Giacomo, che però sbaglia piano e finisce al superiore, in cui abita Claudia, e soprattutto ci rimane un giorno intero), il resto c’è tutto: da Ajeje Bradzo a “Vuole una cadrega?”, da “Domani mi sposo, ma non è una cosa seria” al memorabile colpo di testa di Aldo nella partita di pallone sulla spiaggia, è in questo film che i tre grandissimi del cabaret ottengono il loro massimo cinematografico.

Da rivedere, almeno una volta ogni due anni.

Voto (1997): 7,5/10
Voto: (2009): 8,5/10

Ri-visto a casa di Piemme, lunedi 5 gennaio, serata-3-uomini-e-una-gamba

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gennaio 8, 2009

La mia super ex ragazza

Un film di Ivan Reitman. Con Uma Thurman, Luke Wilson, Anna Faris, Eddie Izzard, Rainn Wilson. Wanda Sykes, Stelio Savante, Mike Iorio, Mark Consuelos, Margaret Anne Florence, Catherine Reitman, Tara Thompson, Kevin Townley, Eva Veronika, Lawrence Feeney Titolo originale My Super Ex-Girlfriend. Commedia, durata 95 min. – USA 2006. data uscita 17/11/2006.

A volte vado lungo con il pre-primaserata e mi ritrovo immerso in film della televisione non a pagamento, che di solito fanno schifo. Questo film non fa eccezione, è un film leggerissimo, però fa ridere. A tratti la risata è ingovernabile (con tanto di venazza pulsante in mezzo alla fronte).

Alcune scene sono geniali nella loro surrealtà. Non t’aspetti che una – per quanto incazzata – possa lanciarti addosso uno squalo vivo, al decimo o ventesimo piano di un grattacielo di New York. Ma lei – Uma Thurman – ha i superpoteri, quindi può fare qualunque cosa, compreso lanciare uno squalo vivo o sfondare il muro mentre copula con il suo uomo. Che la molla, ma lei non ci sta, e gliene fa di tutti i colori. Nel tempo libero salva il mondo, devìa missili, spegne incendi, consegna (lanciando l’auto dall’alto) alla polizia pericolosissimi rapinatori. Nella vita reale – doppia identità, un classico – è una sfigatella un po’ matta.

Non penso valga 95 minuti della vostra vita, però se su youtube ci sono alcuni spezzoni, guardateli.

Voto: 5/10
Visto in tv, sulla Rai, la sera del 7 gennaio 2009

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gennaio 6, 2009

The millionaire

Un film di Danny Boyle. Con Dev Patel, Anil Kapoor, Freida Pinto, Madhur Mittal, Irfan Khan. Mia Drake, Imran Hasnee, Faezeh Jalali, Shruti Seth, Anand Tiwari Titolo originale Slumdog Millionaire. Commedia, durata 120 min. – Gran Bretagna, USA 2008. – Lucky Red data uscita 05/12/2008.

Questo film è un capolavoro:
- la sceneggiatura
- la regia
- la fotografia
- l’India
- Freida Pinto (ovvero l’attrice che interpreta Latika adulta)
valgono 10.
Il film, nel complesso, merita a mio avviso 8.75/10.
Altro non dico (anche perché oggi ho recensito almeno 3 film arretrati e ne ho le palle piene): guardatelo.

Visto al Due Giardini, martedi 6 gennaio 2008 primo spettacolo

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Come Dio comanda

Un film di Gabriele Salvatores. Con Elio Germano, Filippo Timi, Fabio De Luigi, Angelica Leo, Vasco Mirandola. Ludovica Di Rocco, Alvaro Caleca, Alessandro Bressanello Drammatico, durata 103 min. – Italia 2008. – 01 Distribution data uscita 12/12/2008.

Non ho letto il libro, e dopo aver visto il film sono certo che non lo leggerò mai.
Un cast tra i migliori possibili (Elio Germano è – con Toni Servillo – il miglior attore italiano vivente; Filippo Timi lo segue a ruota, poco dietro; Fabio De Luigi è in grado di ricoprire qualsiasi ruolo, a altissimo livello), una regia d’autore, una storia che fa letteralmente schifo. Ammaniti deve scrivere da dio, se vende tutte quelle copie narrando una vicenda del genere. Sono serio, davvero: la cosa è quasi indescrivibile.

La Film Commission è quella del Friuli Venezia Giulia (vedi La ragazza del lago, di qualche anno fa), i paesaggi sono boschi e pietraie di qualche posto da quelle parti, ed è bello lasciar correre gli occhi su qualcosa che non siano le solite città.

Voto: 6/10 [sceneggiatura: 2,5/10; cast artistico: 9/10; regia: 8/10]

Visto il 19 dicembre, all’Ambrosio

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Australia

Un film di Baz Luhrmann. Con Nicole Kidman, Hugh Jackman, David Wenham, Bryan Brown, Bruce Spence. Jack Thompson, John Jarratt, Ben Mendelsohn, Bill Hunter, Barry Otto, Essie Davis, David Gulpilil, Jacek Koman, Ray Barrett, Brandon Walters Drammatico, durata 165 min. – USA, Australia 2008. – 20th Century Fox data uscita 16/01/2009.

Il classico dei classici: buoni contro cattivi, fighetta di città che s’invaghisce del rude strafigo di campagna che ovviamente è altrettanto attratto, uomo potente cattivo, uomo che scala la gerarchia sociale con atti bastardi, bimbo orfano buono, vecchio povero aborigeno buonissimo (e magico), contabile simpatico grasso e sempre ubriaco, negro simpatico, giapponesi bastardi, giovane donna ingenua sebbene figlia di padre bastardo e moglie di uomo bastardo, barista razzista, et cetera et cetera et cetera.

Alla fine vincono i buoni. Dai che non ve l’aspettavate, eh? Qualcuno rimane secco, qui e là, è vero, ma sono le uniche somiglianze di questo film con la vita reale, di questo film che più che drammatico pare un fantasy – tanto le cose finiscono bene – senza effetti speciali.

Voto: 6/10 (l’Australia è terra dal fascino quasi arrapante, per questo, comunque, posso consigliare una capatina, se proprio avete visto tutti gli altri).

Visto a Madrid, poco prima di capodanno

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Changeling

Un film di Clint Eastwood. Con Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore, Jason Butler Harner. Amy Ryan, Michael Kelly, Devon Gearhart, Kelly Lynn Warren, Gattlin Griffith, Michelle Martin, Frank Wood, Devon Conti, J.P. Bumstead, Debra Christofferson, Russell Edge, Peter Gerety, Pamela Dunlap. Drammatico, durata 140 min. – USA 2008. – Universal Pictures data uscita 14/11/2008.

In Spagna si chiama El intercambio. Meraviglie della lingua. L’interscambio, il cambio, lo scambio: una madre non ritrova il figlio al rientro a casa, una sera, e allerta la polizia. Siamo a Los Angeles, anni ‘20, e la polizia di quella città gode in quel momento storico di pessima fama, tra pastori che ne dicono di tutti i colori nelle loro prediche e manifestazioni di piazza di uomini e donne armati di cartelli. Un bambino simile a quello perso viene ritrovato a qualche stato di distanza, si organizzano il rientro in città con tanto di giornalisti e fotografi al seguito e prime pagine con lieto fine  e punti acquisiti agli occhi della cittadinanza. Piccolo dettaglio: il bambino non è figlio di quella madre. La storia, la vera storia – ispirata a una storia vera (!) – inizia a quel punto.

Non ho figli, ma ne avessi questo film mi avrebbe destabilizzato. Avrei iniziato, uscendo dalla sala, una terapia (per me) basata sull’iperprotettivismo assolutamente deleteria (per loro). A tratti angosciante (maestria di Eastwood, oltre che terreno fertile), a tratti inquietante, devi sospendere la credulità e sforzarti di non pensare che al mondo sia capitato un fatto del genere, per quanto romanzato.

Voto: 7,75/10

Visto a Madrid, una delle sere prima di capodanno

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gennaio 5, 2009

La cena dei cretini

Un film di Francis Veber. Con Jacques Villeret, Francis Huster, Thierry Lhermitte, Daniel Prévost, Catherine Frot
Titolo originale
Le diner des cons. Commedia, durata 80 min. – Francia 1998.

Blockbuster offre recupero arretrato a 5 euro per tre film. Me ne faccio due la sera del 25, il terzo lo mollo intonso.

La cena dei cretini è divertente, direi che va bene per tutte le età, le sere, gli stati d’animo, quando si vuole ascoltare qualcosa di leggero e coinvolgente, senza troppe aspettative, né pretese. Ridere, si, senza morirne, ma sicuri del minimo sindacale.

Un film costato due lire, girato per lo più all’interno, che poggia tutto soltanto sulla sceneggiatura e sulla prova degli interpreti, che assomiglia moltissimo a una rappresentazione teatrale, la più classica delle commedie giocate sugli equivoci e sulla tempestività delle battute, dei dialoghi, delle relazioni tra i personaggi.

Un gruppo di amici organizza una cena al mese, in cui ognuno porta uno sconosciuto, che deve essere però un cretino. Uno di questi amici si becca il colpo della strega, è costretto a rinunciare alla cena, ma quando il ’suo’ cretino è da lui per l’aperitivo, iniziano a succedere un bel po’ di cose.

Ripeto: un film che è, più che altro, una commedia teatrale, brillante.

Voto: 7,25/10

Visto a casa la sera di Natale, by Blockbuster

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Pride and glory – Il prezzo dell’onore

Un film di Gavin O’Connor. Con Colin Farrell, Edward Norton, Jon Voight, Noah Emmerich, Jennifer Ehle. John Ortiz, Frank Grillo, Shea Whigham, Lake Bell, Carmen Ejogo, Manny Perez, Wayne Duvall, Ramon Rodriguez, Rick Gonzalez, Maximiliano Hernández Titolo originale Pride and Glory. Drammatico, durata 125 min. – USA 2008. – Eagle Pictures data uscita 31/10/2008.

Devo ancora capire: a) perché e soprattutto quando i titoli originali vengono modificati quando la pellicola esce in un Paese estero b) chi decide il titolo c) i criteri per cui il tizio decide il titolo.

Domanda retorica, e vabbé. Sono a Madrid, e vado al cinema. Cuestiòn de honor, si chiama là. In versione originale sottotitolata in spagnolo. Madrid è una capitale europea, e ha un mucchio di cinema che sparano la versione originale sottotitolata. Roma quanti ne ha? Soprattutto, ne ha? Torino no. A Torino è il Massimo che spesso dà film in lingua originale, ma sono per lo più perle sempreverdi, capolavori sempre attuali. I film attuali anche non capolavori, quelli non è possibile senza sorbirsi il doppiaggio a volte penoso. Misteri della vita. Se rinasco, faccio cinema all’università.

Pride and Glory, o il prezzo dell’onore, o questione d’onore è il classico film che spiega le differenza tra l’industria cinematografica americana e la non industria italiana del cinema (cinepanettoni a parte, che sono l’unico vero esempio di italhollywood). Una storia banale, ma d’azione, pienamente girata nella New York poliziesca più che si possa immaginare, ci sono i buoni e i cattivi, il padre di famiglia che deve ragionare con la saggezza del buon padre di famiglia, due figli poliziotti, un cognato poliziotto, qualcuno che si sporca le mani, qualcuno che scopre e non sa cosa fare, o meglio lo sa ma non sa se può fare ciò che vuole.

Banalotta la storia, costoso il film, ottimo il cast, incassi assicurati: il produttore s’arricchisce, nessun Oscar, questo è il cinema, my friend: come fare soldi producendo bulloni, o viti, o macchine per l’imballaggio, né più né meno, senza poesia, né arte, ma con (molta) parte.

Voto: 5,25/10

Visto all’Ideal di Madrid, una delle sere prima di capodanno

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gennaio 3, 2009

Diario di Madrid. 1/ Mondrian ovvero l’arte di prenderci per il culo

Il Thyssen Bornemisza di Madrid è ampio, su tre piani. Ce n’è per tutti i gusti, dai primitivi italiani ai contemporanei. Se parti dall’inizio arrivi a capire qualcosa, anche se non te ne intendi, delle evoluzioni degli artisti, delle sperimentazioni, delle rotture col passato.

Poi arrivi a questo Mondrian. Non proprio questo, ma sono tutti (più o meno) uguali. Quella esposta è la composizione 31, questa è un omologa e analoga presa da internet digitando Mondrian in google.

Dico: questo ci prende per il culo.
Mi viene detto: tu non capisci.

Apro wiki, e leggo: “Nonostante siano molto famosi, anche spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri non rappresentativi, per cui è conosciuto e che consistono in forme rettangolari di rosso, giallo, blu o nero, sono in effetti il risultato di un’evoluzione stilistica che avvenne nel corso di quasi 30 anni, per continuare oltre questo stesso punto fino alla fine della sua vita.”

Non vado oltre. Non sono in grado di comprendere la “complessità che smentisce”. Questo ci prende per il culo punto e basta. Non rompe col passato, non innova, sicuramente provoca. Perché qualcuno ha deciso che questo quadro fosse degno di essere esposto.
Perché:
1 – Mondrian è un figo assoluto in sé. Sa tutto di arte, ha tenuto corsi, ha dimostrato la sua bravura. Allora può comporre quadrati colorati e li può esporre ovunque. Perché sono Mondrian.
2 – Mondrian ha detto: Picasso fa Guernica? Toh, io faccio i quadrati colorati come mio figlio all’asilo. E’ novità. C’è complessità. Voi non capite. Poi è arrivato uno e ha capito qualcosa, lo ha detto a un altro, un terzo ha sentito che ne parlavano e si è sentito coglione perché non capiva, un quarto per non essere in difetto ha iniziato a parlarne bene, un quinto ha ripreso il concetto e l’ha scritto su un giornale, un sesto l’ha letto sul giornale e così le composizioni infantili hanno preso il giro, portate in braccio da idioti che temevano di fare la figura da idioti se non avessero dimostrato di amare incondizionatamente Mondrian. Questo Mondrian.

Il concetto é: Mondrian non so chi sia. Ma una schifezza è sempre una schifezza. E non prendeteci per il culo.

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