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mg


maggio 23, 2009

La stracciatella delle libertà

La vicina di casa si serve. Offre Castellengo

La vicina di casa si serve. Offre Castellengo

Vuole un po' di cioccolato di destra?

Vuole un po' di cioccolato di destra?

Il vigile invita a spostare il gelato politicizzato

Il vigile invita a spostare il gelato politicizzato

Arriva il cono che ci salverà dai comunisti!

Arriva il cono che ci salverà dai comunisti!

di Giampiero Busato

Arrivo nel parcheggio sotto casa e la vicina di pianerottolo è lì con due coppette in mano. Cioccolato, crema e qualcosa d’altro. “Sti politici”, mi dice, e va via. Poi si gira, quando ormai sta per sparire su per le scale, e aggiunge: “Vai, vai anche tu che c’è il gelato”. Non ci capisco una ceppa: gelato, i politici, vai anche tu: ma che dice? Poi mi giro. Un’ape gialla, l‘ape gelataia, sta parcheggiando davanti alla scuola elementare. Arriva il vigile e la fa spostare poco lontano. Lì intorno traffica un ragazzo, anzi due, e uno dei due l’ho già visto: ah sì, è un giovane per Alba. Aspettano che i bambini escano, accompagnati dalle mamme, e si facciano regalare il gelato. In cambio, l’ape gelataia è tappezzata di un imperativo categorico: Castellengo sindaco. Il bambino tira la mamma verso l’ape e mangia la stracciatella gratis. La mamma, per conto suo, si ricorderà di votare per la libertà sua, del bambino, mia, della vicina di pianerottolo (e di di quella di Dell’Utri, del Supremo e di tutti gli altri). Gratis pure quella, eh.

Giampiero Busato

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maggio 22, 2009

E’ notte

Mi accorgo di avere perso la coppola. E’ un cappello che quando lo comprai per 30mila lire nel ‘96 al mercato di via Cavour, tutti mi risero dietro.
Sembri un terrone“, era il più gentile.
Oggi è di moda. Oggi è fico. E io l’ho perso. Sono a Parma, lo so perché quel groviglio di scale a mattonelle rosse le ho viste a Parma qualche anno fa. Due barboni dormono accatastati sotto stracci e cartoni. La mia coppola è lì, accanto a quello che dell’altro è alla destra. Ma c’è un cancello di ferro e io non riesco a oltrepassarlo. Il barbone si sveglia e mi tira la coppola.
Mavaffanculo“, mi dice, avvicinandosi ringhioso.
Corro, scappo. Entro nella mia 307 ma lui è già dentro, accucciato ai piedi del posto del passeggero. Mi guarda e ghigna. Inizia a tappezzare la carrozzeria di strani manifesti. Vedo la mia auto girare per Livorno, io alla guida, il barbone accanto che esulta. L’auto ha i poster di Taradash sindaco ma gli adesivi con un altro nome: Castellengo sindaco. Giro per Livorno – che immagino, giacché non la conosco e non so come sia.
Sono ora dietro una chiesa, storica, importante. Non lo so che cosa ho fatto da quando ho deposto il volante, poco prima, fatto è che vado verso la mia 307 parcheggiata in una piazzetta sul retro di questa chiesa importante e non è più la mia 307 nera ma è una Golf canna di fucile. Non mi hanno rubato la macchina: si è trasformata.
Vaffanculo“, dico mentre ci salgo sopra.
Sono in casa. Arriva Silvia e la sua troupe. La seguono in tre o quattro. Uno ha un microfono in mano, uno ha le luci portatili, uno ha due pannelli che diffondono luce.
Trecentomila euro mi ha chiesto, ’sto stronzo“, dice Silvia.
Trecentomila euro?!? E come ha osato, ’sto cazzo di cantante di merda, anzi: ’sto uomo di merda, perché quello è un uomo di merda!“.
E’ Enrico Ruggeri. Per un’intervista a Silvia e alla sua troupe, ha avuto il coraggio di chiedere trecentomila euro. L’intervista è saltata.
Spacco un vaso con fiori dentro. Do un calcio a un tavolino, che parte in mille pezzi.
Dai, fa niente, calmati“, dice Silvia.
Calmati?! Calmati?!?! Calmati un cazzo!! Ma ti rendi conto?!?! Trecentomila euro!!!
Tiro un cazzotto su un bicchiere, che si spacca. Non riesco a capire se mi sono tagliato.
Mi alzo. Me ne vado verso il corridoio.
Mi sveglio.

Sono reid da paura.

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maggio 18, 2009

OOOH ALBA FELIX!

di Pippo Cervella

Ah la campagna elettorale!

Mi dispiace per Voi, albesi pentiti e reietti, ma questi ultimi week end vissuti sull’asse piazza savona/piazza duomo mandano in solluchero l’elettore medio albese attento e cosciente.

Il Peronismo dilaga almeno tra i tre principali candidati sindaco, se è vero che tra il venerdì sera, il sabato a pranzo ed il sabato sera uno può tranquillamente ubriacarsi a sbafo, piluccando gratuitamente da un aperitivo elettorale all’altro.

I favoriti dai bookmakers, cioè i Castellengos, stanno trattando seriamente la materia, se è vero che Cirio Soprano si fa vedere in disparte, ma non abbastanza per non essere notato, in compagnia del satirista Abbate ad osservare un comizio dei Moderati per Cervella, non si sa se per il desiderio del secondo di notare se c’è della gnocca o del primo di lanciare messaggi trasversali.

I Castellengos hanno iniziato la tiritera delle vignette che sono simpatiche come le prime pagine di Libero, e si spera che i Marellos, che in mattinata hanno ricevuto al mercato la visita di Fassino, ed i Cervellas non raccolgano la provocazione di buttare tutto in caciara.

Gli stessi Cervellas sono armati di buona volontà, ma insormontabili problemi tecnici tipo microfoni-non funzionanti- durante-comizi costringono gli oratori a strapparsi le corde vocali per farsi sentire dal pubblico, cioè i parenti stretti.

Anche i Marellos comunque si fanno notare: sentendo il rischio di poter andare al ballottaggio, fanno di tutto per smarcarsi dagli altri candidati sindaco potenzialmente alleabili. La lista degli “Amici di Dio”, i duri e puri di Alba città per Vivere (protagonisti in settimana di una fondamentale querelle contro la lista Alba città Viva del protettore civile nonchè capo di gabinetto nonché pianobarista Roberto Cerrato sul copyright del nome della lista) non perdono occasione per evidenziare il proprio migliorismo non solo ai danni della maggioranza, ma soprattutto ai danni di Asteggiano e Cervella, gettando autolesionisticamente le basi per una onorevole sconfitta se mai sarà ballottaggio.

Spuntano anche i Gazebo dei Casinisti della Miroglio e dei Cioccolatai, mentre i Giovani Raiders per Alba perseverano nella loro spettacolare campagna fatta di zappe e zeppe, cipria e cabrio: da loro ci si attende la prossima settimana la visita almeno di Ricucci o la gigantografia di Coppola sulla terrazza del Lingotto con i piedi sulla scrivania.

Pare che Venerdì prossimo l’attuale maggioranza cittadina calerà il o uno dei propri assi di questa gioiosa e felice campagna: ad Alba interverrà a sostegno del locale candidato la filosofa Carfagna, sì proprio lei, solo interessati, astenersi perditempo.

Ieri pomeriggio, domenica, Michele Ferrero, sì proprio lui, è stato visto passare presso i gazebo a stringere la mano ai candidati sindaco presenti. Un vero signore, che infatti a e in Alba si fa notare il meno possibile.

Passo e chiudo, temo la telematica gestapo Albese.

Pippo Cervella

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maggio 14, 2009

La banda Baader Meinhof

banda

Un film di Uli Edel. Con Martina Gedeck, Moritz Bleibtreu, Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara, Johanna Wokalek.Nadja Uhl, Jan Josef Liefers, Stipe Erceg, Hannah Herzsprung, Heino Ferch, Simon Licht, Niels-Bruno Schmidt, Daniel Lommatzsch, Vinzenz Kiefer, Volker Bruch Titolo originale Der Baader Meinhof Komplex. Drammatico, durata 149 min. – Germania 2008. – Bim data uscita 31/10/2008.

Altro recupero arretrato da salotto. Di nuovo Martina Gedeck (che ha un fan in più: la trovo splendida donna e brava attrice), di nuovo Germania, anche se questa volta è quella dell’Ovest.

La storia dei fondatori della RAF, la banda armata di extrasinistra, omologa in Germania delle nostre Brigate Rosse. E il signor Baader e la signora Meinhof sono il Franceschini, il Curcio e la Cagol. (In Italia: due uomini e una donna; in Germania: due donne e un uomo).

Per il resto è una storia molto simile: prime manifestazioni di piazza; primi attentati; morti; la clandestinità; l’arresto; la prigionia; le cellule impazzite che proliferano; altri attentati; altri morti; altri uomini; altre donne; altri arresti; altri morti; fine.

Il film è bello, ma l’idea è che sarebbe stato altrettanto bello anche senza una ventina di minuti di immagini: due ore e mezza alla lunga stancano, e la storia perde un po’ di interesse nella parte finale.

Voto: 7,75/10
In salotto, grazie Blockbuster, domenica sera

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maggio 11, 2009

Sono stato un terrorista, di Gabriele Romagnoli

Su Vanity Fair di questa settimana, l’ennesimo capolavoro dipinto da Gabriele Romagnoli.

Clicca QUI.

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maggio 8, 2009

Che l’argentino

locandina2

Un film di Steven Soderbergh. Con Benicio Del Toro, Demiàn Bichir, Santiago Cabrera, Elvira Mínguez, Jorge Perugorría.Edgar Ramirez, Victor Rasuk, Armando Riesco, Catalina Sandino Moreno, Rodrigo Santoro, Yul Vazquez, Ramon Fernandez, Julia Ormond, René Lavan, Roberto Santana, Vladimir Cruz, Sam Robards, Jose Caro, Pedro Adorno, Jsu Garcia, María Isabel Díaz, Mateo Gómez, Octavio Gómez, Miguelangel Suarez, Stephen Mailer, Roberto Urbina, Marisé Alvarez, Christian Nieves, Andres Munar, Liddy Paoli Lopez, Francisco Cabrera, Pedro Telémaco, Milo Adorno, Alfredo De Quesada, Juan Pedro Torriente, Jay Potter, Blanca Lissette Cruz, Laura Andújar, Euriamis Losada, Unax Ugalde

Titolo originale Che: Part One. Biografico, durata 126 min. – USA, Francia, Spagna 2008. – Bim data uscita 10/04/2009.

Quanti anni aveva quand’è entrato a L’Avana?“, chiede la giornalista.
Trenta“, risponde Ernesto “Che” Guevara.

Sono un fallito“, dico a Silvia uscendo da cinema, “quello a trent’anni aveva già fatto una rivoluzione, e io a trentacinque non ho ancora combinato un cazzo“.
Altri tempi“, risponde lei, amorevole.

Silvia aveva letto i Diari di Guevara, trovandoli noiosetti, e noiosetto ha trovato il film, che di fatto da quei diari è tratto.
Io non sapevo nulla di Guevara, d’altronde sono quello che scoprì l’esistenza di Comunione e Liberazione a quota 19 anni, in piazza Arbarello il giorno dell’iscrizione a Economia e Commercio.
E che diavolo sono tutti ’sti banchetti? I Comitati Leninisti?! Il Fuan?! CL?! Boh…”.
Al mio liceo, chi girava con Repubblica sotto il braccio era considerato un rivoluzionario, una testa calda. (Ma io ero anche particolarmente piciu, comunque).

Così, visto che l’ambiente esterno non me la insegna, il liceo conservatore non me la insegna, mi tuffo in questo pezzo di storia del Sudamerica che è il film di Soderbergh. E penso alla storia più che al film (ottimo Benicio Del Toro, grandi immagini), a quella Storia Recente che scopro come un bambino la prima volta a Gardaland e mi lecco i baffi pensando alla seconda parte di questo film, La guerriglia, che gira per le sale e parla della seconda rivoluzione, quella in Bolivia.
Questa, per il minimo sindacale di trama, è la cronaca dell’ascesa al potere di Fidel Castro a Cuba grazie alla lotta armata portata avanti dal Comandante Ernesto Guevara.

Voto: 7,5/10
Al Due Giardini, secondo spettacolo di giovedi 7 maggio 2009

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maggio 6, 2009

Le vite degli altri

locandina1

Un film di Florian Henckel von Donnersmarck. Con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme, Hans-Uwe Bauer, Volkmar Kleinert. Matthias Brenner Titolo originale Das Leben der Anderen. Drammatico, durata 137 min. – Germania 2006. – 01 Distribution data uscita 06/04/2007.

Sapevamo fosse bellissimo, dovevamo riscattarci da Two lovers, la fregatura. Così ci affittiamo questo Premio Oscar miglior film straniero, meraviglioso ex ante non tanto per il premio vinto quanto per il brillante passaparola che, ex post, voglio contribuire ad alimentare.

S-giai è quella parola della lingua piemontese che perde, nella traduzione italiana, la grandezza del significato. Fa s-giai vedere in sovraimpressione la scritta: 1984, l’epoca dei fatti narrati. Io ero piccolo, tifavo già Juventus e andavo dietro alla mia compagna di quarta elementare più carina,  Natascia. C’ero, insomma, vivevo, e ricordo.

A qualche migliaio di chilometri, Berlino, due ore di volo, Europa, viveva invece e soprattutto agiva quell’Ente molto più terreno di quanto si pensi, quella Organizzazione fatta di uomini e dal nome, in italiano, inquietante quasi quanto l’omonimo sospetto assassino di Garlasco: Stasi. Quella specie di polizia militare segreta che aveva un solo e semplice obiettivo: sapere tutto. Per riferire al partito, al regime, per individuare i nemici del socialismo e opprimerli, castigarli, isolarli quando non ucciderli.

Le vite degli altri narra la storia di un capitano comandato di penetrare nella vita di uno scrittore e della compagna, attrice di teatro, una bellissima donna divenuta giocattolo del ministro della Cultura.

C’è tutto: odio, amore, ribellione, mistero, gioia, il tutto fatto molto bene, 137 minuti di Grande Cinema.

Voto: 8,5/10
Noleggiato by fastweb, martedi 5 maggio 2009

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maggio 4, 2009

Two lovers

locandina

Un film di James Gray. Con Gwyneth Paltrow, Joaquin Phoenix, Vinessa Shaw, Isabella Rossellini, Elias Koteas. Moni Moshonov, John Ortiz, Bob Ari, Julie Budd Drammatico, durata 100 min. – USA 2008. – Bim data uscita 27/03/2009.

Secondo mymovies.it, questo film gode di tre palle su cinque della critica, tre palle su cinque dei dizionari, addirittura tre palle e un po’ su cinque del pubblico. E’ una vera indecenza.

E’ il peggior film del mio biennio. Lì nella colonna di destra, accanto alla categoria in cui sono inseriti gli scritti targati “recensioni film”, notate il numero di film che ho visto dal primo gennaio del 2008 e posso dire con certezza che da allora a oggi, su 80, questo è senza dubbio il peggiore.

Personaggi risibili, non credibili, involontariamente autoironici ma sempre fuori luogo, dialoghi imbarazzanti, concetti banali espressi malamente, viene voglia di alzarsi al minuto venti e soltanto la stoica adesione al principio bisogna vedere tutto conduce alla fine di questi cento minuti di vita sprecati.

Indietro i soldi, please.

Voto: 2/10
Al Nazionale.

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