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	<title>mg &#187; nel frattempo</title>
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		<title>E&#8217; notte</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 11:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi accorgo di avere perso la coppola. E&#8217; un cappello che quando lo comprai per 30mila lire nel &#8216;96 al mercato di via Cavour, tutti mi risero dietro.
&#8220;Sembri un terrone&#8220;, era il più gentile.
Oggi è di moda. Oggi è fico. E io l&#8217;ho perso. Sono a Parma, lo so perché quel groviglio di scale a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi accorgo di avere perso la coppola. E&#8217; un cappello che quando lo comprai per 30mila lire nel &#8216;96 al mercato di via Cavour, tutti mi risero dietro.<br />
&#8220;<em>Sembri un terrone</em>&#8220;, era il più gentile.<br />
Oggi è di moda. Oggi è fico. E io l&#8217;ho perso. Sono a Parma, lo so perché quel groviglio di scale a mattonelle rosse le ho viste a Parma qualche anno fa. Due barboni dormono accatastati sotto stracci e cartoni. La mia coppola è lì, accanto a quello che dell&#8217;altro è alla destra. Ma c&#8217;è un cancello di ferro e io non riesco a oltrepassarlo. Il barbone si sveglia e mi tira la coppola.<br />
&#8220;<em>Mavaffanculo</em>&#8220;, mi dice, avvicinandosi ringhioso.<br />
Corro, scappo. Entro nella mia 307 ma lui è già dentro, accucciato ai piedi del posto del passeggero. Mi guarda e ghigna. Inizia a tappezzare la carrozzeria di strani manifesti. Vedo la mia auto girare per Livorno, io alla guida, il barbone accanto che esulta. L&#8217;auto ha i poster di Taradash sindaco ma gli adesivi con un altro nome: Castellengo sindaco. Giro per Livorno &#8211; che immagino, giacché non la conosco e non so come sia.<br />
Sono ora dietro una chiesa, storica, importante. Non lo so che cosa ho fatto da quando ho deposto il volante, poco prima, fatto è che vado verso la mia 307 parcheggiata in una piazzetta sul retro di questa chiesa importante e non è più la mia 307 nera ma è una Golf canna di fucile. Non mi hanno rubato la macchina: si è trasformata.<br />
&#8220;<em>Vaffanculo</em>&#8220;, dico mentre ci salgo sopra.<br />
Sono in casa. Arriva Silvia e la sua troupe. La seguono in tre o quattro. Uno ha un microfono in mano, uno ha le luci portatili, uno ha due pannelli che diffondono luce.<br />
&#8220;<em>Trecentomila euro mi ha chiesto, &#8217;sto stronzo</em>&#8220;, dice Silvia.<br />
&#8220;<em>Trecentomila euro?!? E come ha osato, &#8217;sto cazzo di cantante di merda, anzi: &#8217;sto uomo di merda, perché quello è un uomo di merda!</em>&#8220;.<br />
E&#8217; Enrico Ruggeri. Per un&#8217;intervista a Silvia e alla sua troupe, ha avuto il coraggio di chiedere trecentomila euro. L&#8217;intervista è saltata.<br />
Spacco un vaso con fiori dentro. Do un calcio a un tavolino, che parte in mille pezzi.<br />
&#8220;<em>Dai, fa niente, calmati</em>&#8220;, dice Silvia.<br />
&#8220;<em>Calmati?! Calmati?!?! Calmati un cazzo!! Ma ti rendi conto?!?! Trecentomila euro!!!</em>&#8221;<br />
Tiro un cazzotto su un bicchiere, che si spacca. Non riesco a capire se mi sono tagliato.<br />
Mi alzo. Me ne vado verso il corridoio.<br />
Mi sveglio.
</p>
<p style="text-align: justify;">Sono <em>reid</em> da paura.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.marcogiacosa.it/2009/05/22/e-notte/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p><div class="pdf24Plugin-cp-box"><form method="POST" action="http://doc2pdf.pdf24.org/doc2pdf/wordpress.php" target="pdf24PopWin" onsubmit="window.open('about:blank', 'pdf24PopWin', 'scrollbars=yes,width=400,height=200,top=0,left=0'); return true;"><input type="hidden" name="blogCharset" value="UTF-8">
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<input type="hidden" name="postAuthor_0" value="Marco Giacosa">
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<input type="hidden" name="postContent_0" value="&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi accorgo di avere perso la coppola. E&amp;#8217; un cappello che quando lo comprai per 30mila lire nel &amp;#8216;96 al mercato di via Cavour, tutti mi risero dietro.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;Sembri un terrone&lt;/em&gt;&amp;#8220;, era il più gentile.&lt;br /&gt;
Oggi è di moda. Oggi è fico. E io l&amp;#8217;ho perso. Sono a Parma, lo so perché quel groviglio di scale a mattonelle rosse le ho viste a Parma qualche anno fa. Due barboni dormono accatastati sotto stracci e cartoni. La mia coppola è lì, accanto a quello che dell&amp;#8217;altro è alla destra. Ma c&amp;#8217;è un cancello di ferro e io non riesco a oltrepassarlo. Il barbone si sveglia e mi tira la coppola.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;Mavaffanculo&lt;/em&gt;&amp;#8220;, mi dice, avvicinandosi ringhioso.&lt;br /&gt;
Corro, scappo. Entro nella mia 307 ma lui è già dentro, accucciato ai piedi del posto del passeggero. Mi guarda e ghigna. Inizia a tappezzare la carrozzeria di strani manifesti. Vedo la mia auto girare per Livorno, io alla guida, il barbone accanto che esulta. L&amp;#8217;auto ha i poster di Taradash sindaco ma gli adesivi con un altro nome: Castellengo sindaco. Giro per Livorno &amp;#8211; che immagino, giacché non la conosco e non so come sia.&lt;br /&gt;
Sono ora dietro una chiesa, storica, importante. Non lo so che cosa ho fatto da quando ho deposto il volante, poco prima, fatto è che vado verso la mia 307 parcheggiata in una piazzetta sul retro di questa chiesa importante e non è più la mia 307 nera ma è una Golf canna di fucile. Non mi hanno rubato la macchina: si è trasformata.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;Vaffanculo&lt;/em&gt;&amp;#8220;, dico mentre ci salgo sopra.&lt;br /&gt;
Sono in casa. Arriva Silvia e la sua troupe. La seguono in tre o quattro. Uno ha un microfono in mano, uno ha le luci portatili, uno ha due pannelli che diffondono luce.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;Trecentomila euro mi ha chiesto, &amp;#8217;sto stronzo&lt;/em&gt;&amp;#8220;, dice Silvia.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;Trecentomila euro?!? E come ha osato, &amp;#8217;sto cazzo di cantante di merda, anzi: &amp;#8217;sto uomo di merda, perché quello è un uomo di merda!&lt;/em&gt;&amp;#8220;.&lt;br /&gt;
E&amp;#8217; Enrico Ruggeri. Per un&amp;#8217;intervista a Silvia e alla sua troupe, ha avuto il coraggio di chiedere trecentomila euro. L&amp;#8217;intervista è saltata.&lt;br /&gt;
Spacco un vaso con fiori dentro. Do un calcio a un tavolino, che parte in mille pezzi.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;Dai, fa niente, calmati&lt;/em&gt;&amp;#8220;, dice Silvia.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;Calmati?! Calmati?!?! Calmati un cazzo!! Ma ti rendi conto?!?! Trecentomila euro!!!&lt;/em&gt;&amp;#8221;&lt;br /&gt;
Tiro un cazzotto su un bicchiere, che si spacca. Non riesco a capire se mi sono tagliato.&lt;br /&gt;
Mi alzo. Me ne vado verso il corridoio.&lt;br /&gt;
Mi sveglio.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sono &lt;em&gt;reid&lt;/em&gt; da paura.&lt;/p&gt;
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		<title>Diario di un&#8217;esperienza sfigata</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2009/02/18/diario-di-unesperienza-sfigata/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 12:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Stai per andare in Africa, hai le valige pronte, hai chiamato il taxi per l&#8217;aeroporto, è in strada che ti aspetta, squilla il telefono e ti dicono: Ehi, Uolter, guarda che (incredibilmente) il popolo non si è dimenticato di te ma ti vuole al comando del Partito Democratico. &#8220;Ustica!&#8220;, ti vien da rispondere. Chiedi scusa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stai per andare in Africa, hai le valige pronte, hai chiamato il taxi per l&#8217;aeroporto, è in strada che ti aspetta, squilla il telefono e ti dicono: <em>Ehi, Uolter, guarda che (incredibilmente) il popolo non si è dimenticato di te ma ti vuole al comando del Partito Democratico</em>. &#8220;<em>Ustica!</em>&#8220;, ti vien da rispondere. Chiedi scusa al tassista, gli lasci la mancia, riponi la valigia e corri subito in sezione. Già, ma quale? Piazza del Gesù o Botteghe Oscure? Nel dubbio, ti compri un loft.</p>
<p>E inizi. Hai 80 italiani su 100 di quella parte lì che stanno dalla tua. Primo compito: capire qual è <em>quella parte lì</em>. Sali al Lingotto, nel dubbio scegli il simbolo di qualcosa che non c&#8217;è più in una città da sempre: comunista, cattolica e liberale; terrona, barotta e regale; satanica, salesiana e radicale. Vabbé, da qualche parte si dovrà pure iniziare. Andiamo. Passa un po&#8217; di tempo e cade il governo. Hai forse colpe o meriti? Bah, forse non direttamente. Fatto è che ti ritrovi a condurre la tua prima campagna elettorale da leader di un grande partito candidato a governare. Quindi premier in pectore, nel caso in cui. Mandi a fanculo tutti però poi non proprio tutti: qualche radicale libero te lo metti in lista, ché si sa mai, e con quell&#8217;altro annunci: siamo separati, ma faremo gruppo comune in parlamento. Perdi, ma ci sta: quell&#8217;Altro è forte in campagna elettorale, come intorta lui non intorta nessuno. Tu sei diverso. Ritorni a Montecitorio e non sai dove sederti, dici al tuo amico: <em>Ehi, siediti qui in mezzo a noi, ho detto che facevamo gruppo comune</em>. E ti senti rispondere: <em>ma che vuoi? Tu, l&#8217;hai detto, non noi</em>.  Ti indicano allora  il posto, inizi a parlare e qualcuno ti sussurra all&#8217;orecchio: <em>Guarda che siamo all&#8217;opposizione</em>. Perché tu ci credevi davvero, al dialogo. Ma vallo a spiegare, che il dialogo, le voci, il monologo, eccetera.</p>
<p>Poi dici: Roma la si vince anche candidando la mi&#8217; nonna. Per cui, nel dubbio, scegli chi Roma l&#8217;ha già guidata, e l&#8217;altro, incredulo, quello con la faccia da scemo, ringrazia e deve disdire lui stavolta il taxi per l&#8217;aeroporto, ché manco lo immaginava che avrebbe fatto il sindaco. Eh si, sono i sintomi della sfiga, questi.</p>
<p>Ma ti consoli con il partito. Credi nei giovani e nella tecnologia, hai candidato Marianna Madia capolista nel Lazio, hai voluto che il sito istituzionale del tuo partito fosse costruito a mo&#8217; di social network, con i video, i messaggi, i forum. A casa, la sera, fai zapping e mannaggia alla fine cadi sempre sulle tv di quell&#8217;Altro e allora hai una grande idea: facciamo la tv del partito democratico! Chiami qualcuno che capisca di tv e quello ti dice che è impegnato, ché da mesi sta lavorando alla tv di D&#8217;Alema. Non ci capisci una minchia, YouDem, RedTv, boh dici, comunque vai avanti e la televisione la fai. Un partito, due televisioni. Ah, stai ancora cercando di capire quale sia <em>quella parte lì</em>, è giusto, d&#8217;altronde le anime, le correnti, eccetera.</p>
<p>A questo punto stai già sul cazzo a mezzo partito. Quelli che dicono <em>ok uolter</em> solo perché 80 italiani su 100 di quella parte lì stanno con Uolter. Vinci a Trento e dici: riparte la riscossa nazionale. Seee, da Trento. Intanto non solo stai sul cazzo a mezzo partito, ma pure l&#8217;altro tuo, quello che ti eri incamerato, sbraita e urla e tu inizi a ripeterti, nel sonno: <em>se Di Pietro governa, viva l&#8217;opposizione</em>. Tua moglie ti tira una gomitata intercostale e ti sveglia: <em>guarda che sei tu l&#8217;opposizione, tu e Di Pietro siete l&#8217;opposizione</em>.</p>
<p>Il mattino dopo quell&#8217;incubo vai da Di Pietro e gli dici:<em> so che sei all&#8217;opposizione con me, quindi è giusto che tu possa avere un tuo uomo alla presidenza della commissione di vigilanza della Rai</em>. Quell&#8217;altro ringrazia e ti dice: Orlando. Tu lo scrivi sul tovaglioletto del bar in cui fai colazione, vai dai tuoi e lo ripeti: Orlando. Fassino ti dice: guarda che non abbiamo la maggioranza, devi dirlo a Berlusconi, è lui che ha i voti. <em>Ah, già, giusto</em>. L&#8217;Altro ti dice: <em>consentimi, Uolter, ma dei tuoi mi piace Villari. Si è scopato la Russo, è giusto e doveroso che cotanta capacità venga riconosciuta. Scusa, Uolter, ma io voto lui</em>. Tu t&#8217;incazzi, e dici, anzi urli stavolta: <em>Nooo, Villari si di-me-t-t-e-rà</em>! E so&#8217; soddisfazioni, vedere che quello non si dimette e hai un bel volerlo sbattere fuori dal partito, che tanto sono già tutti incazzati con te, là dentro.</p>
<p>Al grido di <em>Meglio Soru che male accompagnatu</em> ti tuffi nel mar di Sardegna. Dai, dai Uolter, che stavolta ce la fai. Niente. Perso. L&#8217;uomo Soru al comando piglia 5 punti in più della somma dei partiti. Torni a casa, chiedi a tua moglie che cazzo devi fare, e in fondo sei felice quando ti rendi conto che lei ha appena messo giù il telefono, sul letto vedi le valige e senti suonare il campanello e vedi un tassista in mezzo alla strada che guarda verso la tua finestra.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.marcogiacosa.it/2009/02/18/diario-di-unesperienza-sfigata/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p><div class="pdf24Plugin-cp-box"><form method="POST" action="http://doc2pdf.pdf24.org/doc2pdf/wordpress.php" target="pdf24PopWin" onsubmit="window.open('about:blank', 'pdf24PopWin', 'scrollbars=yes,width=400,height=200,top=0,left=0'); return true;"><input type="hidden" name="blogCharset" value="UTF-8">
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&lt;p&gt;E inizi. Hai 80 italiani su 100 di quella parte lì che stanno dalla tua. Primo compito: capire qual è &lt;em&gt;quella parte lì&lt;/em&gt;. Sali al Lingotto, nel dubbio scegli il simbolo di qualcosa che non c&amp;#8217;è più in una città da sempre: comunista, cattolica e liberale; terrona, barotta e regale; satanica, salesiana e radicale. Vabbé, da qualche parte si dovrà pure iniziare. Andiamo. Passa un po&amp;#8217; di tempo e cade il governo. Hai forse colpe o meriti? Bah, forse non direttamente. Fatto è che ti ritrovi a condurre la tua prima campagna elettorale da leader di un grande partito candidato a governare. Quindi premier in pectore, nel caso in cui. Mandi a fanculo tutti però poi non proprio tutti: qualche radicale libero te lo metti in lista, ché si sa mai, e con quell&amp;#8217;altro annunci: siamo separati, ma faremo gruppo comune in parlamento. Perdi, ma ci sta: quell&amp;#8217;Altro è forte in campagna elettorale, come intorta lui non intorta nessuno. Tu sei diverso. Ritorni a Montecitorio e non sai dove sederti, dici al tuo amico: &lt;em&gt;Ehi, siediti qui in mezzo a noi, ho detto che facevamo gruppo comune&lt;/em&gt;. E ti senti rispondere: &lt;em&gt;ma che vuoi? Tu, l&amp;#8217;hai detto, non noi&lt;/em&gt;.  Ti indicano allora  il posto, inizi a parlare e qualcuno ti sussurra all&amp;#8217;orecchio: &lt;em&gt;Guarda che siamo all&amp;#8217;opposizione&lt;/em&gt;. Perché tu ci credevi davvero, al dialogo. Ma vallo a spiegare, che il dialogo, le voci, il monologo, eccetera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi dici: Roma la si vince anche candidando la mi&amp;#8217; nonna. Per cui, nel dubbio, scegli chi Roma l&amp;#8217;ha già guidata, e l&amp;#8217;altro, incredulo, quello con la faccia da scemo, ringrazia e deve disdire lui stavolta il taxi per l&amp;#8217;aeroporto, ché manco lo immaginava che avrebbe fatto il sindaco. Eh si, sono i sintomi della sfiga, questi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ti consoli con il partito. Credi nei giovani e nella tecnologia, hai candidato Marianna Madia capolista nel Lazio, hai voluto che il sito istituzionale del tuo partito fosse costruito a mo&amp;#8217; di social network, con i video, i messaggi, i forum. A casa, la sera, fai zapping e mannaggia alla fine cadi sempre sulle tv di quell&amp;#8217;Altro e allora hai una grande idea: facciamo la tv del partito democratico! Chiami qualcuno che capisca di tv e quello ti dice che è impegnato, ché da mesi sta lavorando alla tv di D&amp;#8217;Alema. Non ci capisci una minchia, YouDem, RedTv, boh dici, comunque vai avanti e la televisione la fai. Un partito, due televisioni. Ah, stai ancora cercando di capire quale sia &lt;em&gt;quella parte lì&lt;/em&gt;, è giusto, d&amp;#8217;altronde le anime, le correnti, eccetera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo punto stai già sul cazzo a mezzo partito. Quelli che dicono &lt;em&gt;ok uolter&lt;/em&gt; solo perché 80 italiani su 100 di quella parte lì stanno con Uolter. Vinci a Trento e dici: riparte la riscossa nazionale. Seee, da Trento. Intanto non solo stai sul cazzo a mezzo partito, ma pure l&amp;#8217;altro tuo, quello che ti eri incamerato, sbraita e urla e tu inizi a ripeterti, nel sonno: &lt;em&gt;se Di Pietro governa, viva l&amp;#8217;opposizione&lt;/em&gt;. Tua moglie ti tira una gomitata intercostale e ti sveglia: &lt;em&gt;guarda che sei tu l&amp;#8217;opposizione, tu e Di Pietro siete l&amp;#8217;opposizione&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mattino dopo quell&amp;#8217;incubo vai da Di Pietro e gli dici:&lt;em&gt; so che sei all&amp;#8217;opposizione con me, quindi è giusto che tu possa avere un tuo uomo alla presidenza della commissione di vigilanza della Rai&lt;/em&gt;. Quell&amp;#8217;altro ringrazia e ti dice: Orlando. Tu lo scrivi sul tovaglioletto del bar in cui fai colazione, vai dai tuoi e lo ripeti: Orlando. Fassino ti dice: guarda che non abbiamo la maggioranza, devi dirlo a Berlusconi, è lui che ha i voti. &lt;em&gt;Ah, già, giusto&lt;/em&gt;. L&amp;#8217;Altro ti dice: &lt;em&gt;consentimi, Uolter, ma dei tuoi mi piace Villari. Si è scopato la Russo, è giusto e doveroso che cotanta capacità venga riconosciuta. Scusa, Uolter, ma io voto lui&lt;/em&gt;. Tu t&amp;#8217;incazzi, e dici, anzi urli stavolta: &lt;em&gt;Nooo, Villari si di-me-t-t-e-rà&lt;/em&gt;! E so&amp;#8217; soddisfazioni, vedere che quello non si dimette e hai un bel volerlo sbattere fuori dal partito, che tanto sono già tutti incazzati con te, là dentro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al grido di &lt;em&gt;Meglio Soru che male accompagnatu&lt;/em&gt; ti tuffi nel mar di Sardegna. Dai, dai Uolter, che stavolta ce la fai. Niente. Perso. L&amp;#8217;uomo Soru al comando piglia 5 punti in più della somma dei partiti. Torni a casa, chiedi a tua moglie che cazzo devi fare, e in fondo sei felice quando ti rendi conto che lei ha appena messo giù il telefono, sul letto vedi le valige e senti suonare il campanello e vedi un tassista in mezzo alla strada che guarda verso la tua finestra.&lt;/p&gt;
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		<title>Diario di Madrid. 1/ Mondrian ovvero l&#8217;arte di prenderci per il culo</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2009/01/03/diario-di-madrid-1/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 21:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Thyssen Bornemisza di Madrid è ampio, su tre piani. Ce n&#8217;è per tutti i gusti, dai primitivi italiani ai contemporanei. Se parti dall&#8217;inizio arrivi a capire qualcosa, anche se non te ne intendi, delle evoluzioni degli artisti, delle sperimentazioni, delle rotture col passato.
Poi arrivi a questo Mondrian. Non proprio questo, ma sono tutti (più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.museothyssen.org/thyssen/">Thyssen Bornemisza</a> di Madrid è ampio, su tre piani. Ce n&#8217;è per tutti i gusti, dai primitivi italiani ai contemporanei. Se parti dall&#8217;inizio arrivi a capire qualcosa, anche se non te ne intendi, delle evoluzioni degli artisti, delle sperimentazioni, delle rotture col passato.</p>
<p>Poi arrivi a questo Mondrian. Non proprio questo, ma sono tutti (più o meno) uguali. Quella esposta è la composizione 31, questa è un omologa e analoga presa da internet digitando Mondrian in google.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.marcogiacosa.it/wp-content/uploads/2009/01/mondrian.jpg"><img class="size-medium wp-image-1518 aligncenter" title="mondrian" src="http://www.marcogiacosa.it/wp-content/uploads/2009/01/mondrian-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Dico: questo ci prende per il culo.<br />
Mi viene detto: tu non capisci.</p>
<p>Apro wiki, e leggo: <em>&#8220;Nonostante siano molto famosi, anche spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri non rappresentativi, per cui è conosciuto e che consistono in forme rettangolari di <a title="Rosso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosso">rosso</a>, <a title="Giallo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giallo">giallo</a>, <a title="Blu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blu">blu</a> o <a title="Nero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nero">nero</a>, sono in effetti il risultato di un&#8217;evoluzione stilistica che avvenne nel corso di quasi 30 anni, per continuare oltre questo stesso punto fino alla fine della sua vita.&#8221;</em></p>
<p>Non vado oltre. Non sono in grado di comprendere la &#8220;complessità che smentisce&#8221;. Questo ci prende per il culo punto e basta. Non rompe col passato, non innova, sicuramente provoca. Perché qualcuno ha deciso che questo quadro fosse degno di essere esposto.<br />
Perché:<br />
1 &#8211; Mondrian è un figo assoluto in sé. Sa tutto di arte, ha tenuto corsi, ha dimostrato la sua bravura. Allora può comporre quadrati colorati e li può esporre ovunque. Perché sono Mondrian.<br />
2 &#8211; Mondrian ha detto: Picasso fa Guernica? Toh, io faccio i quadrati colorati come mio figlio all&#8217;asilo. E&#8217; novità. C&#8217;è complessità. Voi non capite. Poi è arrivato uno e ha capito qualcosa, lo ha detto a un altro, un terzo ha sentito che ne parlavano e si è sentito coglione perché non capiva, un quarto per non essere in difetto ha iniziato a parlarne bene, un quinto ha ripreso il concetto e l&#8217;ha scritto su un giornale, un sesto l&#8217;ha letto sul giornale e così le composizioni infantili hanno preso il giro, portate in braccio da idioti che temevano di fare la figura da idioti se non avessero dimostrato di amare incondizionatamente Mondrian. Questo Mondrian.</p>
<p>Il concetto é: Mondrian non so chi sia. Ma una schifezza è sempre una schifezza. E non prendeteci per il culo.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.marcogiacosa.it/2009/01/03/diario-di-madrid-1/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p><div class="pdf24Plugin-cp-box"><form method="POST" action="http://doc2pdf.pdf24.org/doc2pdf/wordpress.php" target="pdf24PopWin" onsubmit="window.open('about:blank', 'pdf24PopWin', 'scrollbars=yes,width=400,height=200,top=0,left=0'); return true;"><input type="hidden" name="blogCharset" value="UTF-8">
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<input type="hidden" name="postTitle_0" value="Diario di Madrid. 1/ Mondrian ovvero l&amp;#8217;arte di prenderci per il culo">
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<input type="hidden" name="postAuthor_0" value="Marco Giacosa">
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<input type="hidden" name="postContent_0" value="&lt;p&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.museothyssen.org/thyssen/&quot;&gt;Thyssen Bornemisza&lt;/a&gt; di Madrid è ampio, su tre piani. Ce n&amp;#8217;è per tutti i gusti, dai primitivi italiani ai contemporanei. Se parti dall&amp;#8217;inizio arrivi a capire qualcosa, anche se non te ne intendi, delle evoluzioni degli artisti, delle sperimentazioni, delle rotture col passato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi arrivi a questo Mondrian. Non proprio questo, ma sono tutti (più o meno) uguali. Quella esposta è la composizione 31, questa è un omologa e analoga presa da internet digitando Mondrian in google.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.marcogiacosa.it/wp-content/uploads/2009/01/mondrian.jpg&quot;&gt;&lt;img class=&quot;size-medium wp-image-1518 aligncenter&quot; title=&quot;mondrian&quot; src=&quot;http://www.marcogiacosa.it/wp-content/uploads/2009/01/mondrian-300x297.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;297&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dico: questo ci prende per il culo.&lt;br /&gt;
Mi viene detto: tu non capisci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apro wiki, e leggo: &lt;em&gt;&amp;#8220;Nonostante siano molto famosi, anche spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri non rappresentativi, per cui è conosciuto e che consistono in forme rettangolari di &lt;a title=&quot;Rosso&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Rosso&quot;&gt;rosso&lt;/a&gt;, &lt;a title=&quot;Giallo&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Giallo&quot;&gt;giallo&lt;/a&gt;, &lt;a title=&quot;Blu&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Blu&quot;&gt;blu&lt;/a&gt; o &lt;a title=&quot;Nero&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Nero&quot;&gt;nero&lt;/a&gt;, sono in effetti il risultato di un&amp;#8217;evoluzione stilistica che avvenne nel corso di quasi 30 anni, per continuare oltre questo stesso punto fino alla fine della sua vita.&amp;#8221;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non vado oltre. Non sono in grado di comprendere la &amp;#8220;complessità che smentisce&amp;#8221;. Questo ci prende per il culo punto e basta. Non rompe col passato, non innova, sicuramente provoca. Perché qualcuno ha deciso che questo quadro fosse degno di essere esposto.&lt;br /&gt;
Perché:&lt;br /&gt;
1 &amp;#8211; Mondrian è un figo assoluto in sé. Sa tutto di arte, ha tenuto corsi, ha dimostrato la sua bravura. Allora può comporre quadrati colorati e li può esporre ovunque. Perché sono Mondrian.&lt;br /&gt;
2 &amp;#8211; Mondrian ha detto: Picasso fa Guernica? Toh, io faccio i quadrati colorati come mio figlio all&amp;#8217;asilo. E&amp;#8217; novità. C&amp;#8217;è complessità. Voi non capite. Poi è arrivato uno e ha capito qualcosa, lo ha detto a un altro, un terzo ha sentito che ne parlavano e si è sentito coglione perché non capiva, un quarto per non essere in difetto ha iniziato a parlarne bene, un quinto ha ripreso il concetto e l&amp;#8217;ha scritto su un giornale, un sesto l&amp;#8217;ha letto sul giornale e così le composizioni infantili hanno preso il giro, portate in braccio da idioti che temevano di fare la figura da idioti se non avessero dimostrato di amare incondizionatamente Mondrian. Questo Mondrian.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il concetto é: Mondrian non so chi sia. Ma una schifezza è sempre una schifezza. E non prendeteci per il culo.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;facebook&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.marcogiacosa.it/2009/01/03/diario-di-madrid-1/&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Share on Facebook&quot;&gt;Share on Facebook&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;">
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		<title>L&#8217;asta del fantacalcio</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/08/31/lasta-del-fantacalcio/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 22:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno prende Nedved. Gli altri: &#8220;Non gioca, vuole fare la Champions&#8221;
&#8220;Ronaldinho&#8221;
E&#8217; grasso.
&#8220;De Melo&#8221;
Ceduto al Lilla.
(&#8221;Ma è nella lista&#8221;
Cazzi tuoi, infòrmati meglio.
&#8220;Ceduto quando?&#8221;
Stanotte.
&#8220;T&#8217;ha chiamato per dirtelo?&#8221;).
&#8220;Hamsik a 312&#8243;
Un furto.
&#8220;Gilardino a 112&#8243;
Chi è quel coglione che gliel&#8217;ha lasciato a così poco?
E poi:
&#8220;Ma come si fa a prendere Perrotta a 18?!?&#8221;
(quando sei a fine asta e ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno prende Nedved. Gli altri: &#8220;Non gioca, vuole fare la Champions&#8221;</p>
<p>&#8220;Ronaldinho&#8221;<br />
E&#8217; grasso.</p>
<p>&#8220;De Melo&#8221;<br />
Ceduto al Lilla.<br />
(&#8221;Ma è nella lista&#8221;<br />
Cazzi tuoi, infòrmati meglio.<br />
&#8220;Ceduto quando?&#8221;<br />
Stanotte.<br />
&#8220;T&#8217;ha chiamato per dirtelo?&#8221;).</p>
<p>&#8220;Hamsik a 312&#8243;<br />
Un furto.</p>
<p>&#8220;Gilardino a 112&#8243;<br />
Chi è quel coglione che gliel&#8217;ha lasciato a così poco?</p>
<p>E poi:</p>
<p>&#8220;Ma come si fa a prendere Perrotta a 18?!?&#8221;<br />
(quando sei a fine asta e ci sono ancora pochi crediti e tante strategie per qualche big, è normale che alla fine Zanchetta valga 39 e Perrotta meno della metà. E&#8217; così da quindici aste in quindici anni, e tu ne hai fatte almeno dodici. E&#8217; bello, però, stupirsi ogni volta, quasi ti invidio)</p>
<p>&#8220;Corradi a 28 è uno scandalo&#8221;<br />
(si, quasi come Bill e Monica. No, è come sopra, ma <em>banality fair</em> continua)</p>
<p>&#8220;Il monco ha il centrocampo migliore, ma nessuno in difesa. Il grigio è forte in attacco, ma hai visto i portieri? Ulna, cazzo, chi lo ferma con Trezeguet, Mutu e Pato?&#8221;</p>
<p>Ricordo un pomeriggio di qualche anno fa per le vie del centro storico di Pavia, a dissertare sulla filosofia del fantacalcio. Io parlavo di <em>quid pluris </em>umano dato da un terzo di studio dei giocatori in sede di pre-asta, un terzo di condotta d&#8217;asta e un terzo di studio del comportamento dei giocatori durante il campionato. Difendevo la mia posizione arroccato, contro il popolo della questione di culo. Era aprile. In estate mi preparai, condussi un&#8217;asta perfetta e mi ritrovai con Vieri, Totti e Gilardino, quando il primo era il migliore, il secondo aveva smesso il cucchiaio e il terzo non era ancora al Milan. Venivano schierati contro, in media, Amoruso, Bellucci e Frick. Compilavo file di excel con i voti, i bonus/malus e pure le fidanzate dei miei giocatori.</p>
<p>Nell&#8217;anniversario del discorso di Pavia mi ritrovai a un passo dalla penale del penultimo posto. In testa, uno che non seguiva il calcio, che non aveva partecipato all&#8217;asta e aveva delegato (a una donna) l&#8217;acquisto di tre giocatori: Buffon, Kakà e Shevchenko. Li aveva circondati di uomini destinati alla panchina in formazioni destinate alla serie B. Vinceva le partite 1-0 e pareggiava quelle in cui non riusciva a segnare. E, soprattutto, i suoi panchinari erano diventati i protagonisti della salvezza anticipata delle loro squadre, modificando in corso d&#8217;opera il loro futuro per destinazione.</p>
<p>Si cambiano fidanzata e idee politiche, ma non fede calcistica. Questo prima che Emilio Fede diventasse tifoso del Milan, folgorato sulla via del notaio che ne sancì l&#8217;acquisto da parte di Berlusconi. Si cambia anche idea sul fantacalcio: che il <em>quid pluris</em> sia invece un <em>quid culis</em>.</p>
<p>Nedved oggi ha segnato, in campionato, e comunque De Melo è meglio averlo perso, fidati.</p>
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&amp;#8220;Ceduto quando?&amp;#8221;&lt;br /&gt;
Stanotte.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;T&amp;#8217;ha chiamato per dirtelo?&amp;#8221;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Hamsik a 312&amp;#8243;&lt;br /&gt;
Un furto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Gilardino a 112&amp;#8243;&lt;br /&gt;
Chi è quel coglione che gliel&amp;#8217;ha lasciato a così poco?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Ma come si fa a prendere Perrotta a 18?!?&amp;#8221;&lt;br /&gt;
(quando sei a fine asta e ci sono ancora pochi crediti e tante strategie per qualche big, è normale che alla fine Zanchetta valga 39 e Perrotta meno della metà. E&amp;#8217; così da quindici aste in quindici anni, e tu ne hai fatte almeno dodici. E&amp;#8217; bello, però, stupirsi ogni volta, quasi ti invidio)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Corradi a 28 è uno scandalo&amp;#8221;&lt;br /&gt;
(si, quasi come Bill e Monica. No, è come sopra, ma &lt;em&gt;banality fair&lt;/em&gt; continua)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Il monco ha il centrocampo migliore, ma nessuno in difesa. Il grigio è forte in attacco, ma hai visto i portieri? Ulna, cazzo, chi lo ferma con Trezeguet, Mutu e Pato?&amp;#8221;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo un pomeriggio di qualche anno fa per le vie del centro storico di Pavia, a dissertare sulla filosofia del fantacalcio. Io parlavo di &lt;em&gt;quid pluris &lt;/em&gt;umano dato da un terzo di studio dei giocatori in sede di pre-asta, un terzo di condotta d&amp;#8217;asta e un terzo di studio del comportamento dei giocatori durante il campionato. Difendevo la mia posizione arroccato, contro il popolo della questione di culo. Era aprile. In estate mi preparai, condussi un&amp;#8217;asta perfetta e mi ritrovai con Vieri, Totti e Gilardino, quando il primo era il migliore, il secondo aveva smesso il cucchiaio e il terzo non era ancora al Milan. Venivano schierati contro, in media, Amoruso, Bellucci e Frick. Compilavo file di excel con i voti, i bonus/malus e pure le fidanzate dei miei giocatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&amp;#8217;anniversario del discorso di Pavia mi ritrovai a un passo dalla penale del penultimo posto. In testa, uno che non seguiva il calcio, che non aveva partecipato all&amp;#8217;asta e aveva delegato (a una donna) l&amp;#8217;acquisto di tre giocatori: Buffon, Kakà e Shevchenko. Li aveva circondati di uomini destinati alla panchina in formazioni destinate alla serie B. Vinceva le partite 1-0 e pareggiava quelle in cui non riusciva a segnare. E, soprattutto, i suoi panchinari erano diventati i protagonisti della salvezza anticipata delle loro squadre, modificando in corso d&amp;#8217;opera il loro futuro per destinazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si cambiano fidanzata e idee politiche, ma non fede calcistica. Questo prima che Emilio Fede diventasse tifoso del Milan, folgorato sulla via del notaio che ne sancì l&amp;#8217;acquisto da parte di Berlusconi. Si cambia anche idea sul fantacalcio: che il &lt;em&gt;quid pluris&lt;/em&gt; sia invece un &lt;em&gt;quid culis&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nedved oggi ha segnato, in campionato, e comunque De Melo è meglio averlo perso, fidati.&lt;/p&gt;
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		<title>E/o</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/08/29/eo/</link>
		<comments>http://www.marcogiacosa.it/2008/08/29/eo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 12:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il maresciallo scende dal bus urbano che lo riaccompagna al paese, attraversa la strada sulle strisce, segnala a tre colleghe di viaggio l&#8217;ultimo cero che i fedeli della zona hanno posto ai piedi di Maria, San Francesco e Santa Rita impressi in un dipinto giù al pilone. Le donne osservano a annuiscono compiaciute.
Il maresciallo è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il maresciallo scende dal bus urbano che lo riaccompagna al paese, attraversa la strada sulle strisce, segnala a tre colleghe di viaggio l&#8217;ultimo cero che i fedeli della zona hanno posto ai piedi di Maria, San Francesco e Santa Rita impressi in un dipinto giù al pilone. Le donne osservano a annuiscono compiaciute.</p>
<p>Il maresciallo è un vecchio sottoufficiale dell&#8217;Arma, originario della zona e vissuto altrove per i quarant&#8217;anni della onorata carriera che gli ha portato in dono, oltre a conoscenze buone per imboscare o elevare i giovani del paese in odor di leva, un accento che è la sommatoria degli accenti delle oltre cento province italiane, l&#8217;accento di un dialetto che non esiste.</p>
<p>Il maresciallo va alla messa domenicale, arriva sulla piazza venti minuti prima dell&#8217;inizio e riceve i saluti dei compaesani. Annota i giovani che non lo ossequiano e lo fa notare ai genitori, quando li incontra. Spesso esce dieci minuti prima, dopo l&#8217;eucarestia, e a chi lo vede rivela: fa troppo caldo&#8230;E poi, sottovoce: &#8230;e il prete è troppo lungo.</p>
<p>Il maresciallo saluta una delle donne cui ha segnalato il cero e svolta verso casa. Un ragazzino in bicicletta lo accosta e gli chiede cosa c&#8217;è al pilone. &#8220;Il cero alla Madonna, perché ci aiuti&#8221;. Il ragazzino gli sorride e gli dice: &#8220;E perché al mio papà non l&#8217;ha aiutato?&#8221;. Il maresciallo si ferma e osserva il grosso neo sulla fronte di quel bambino dai grandi occhi verdi. &#8220;A te sembra che non l&#8217;abbia aiutato, perché il tuo papà non è più qui. Ma adesso è in mezzo a Gesù e agli Angeli, in un posto bellissimo, e sta molto meglio di come stava qui&#8221;. Il ragazzino sorride, dice ciao, inizia a pedalare e si allontana.</p>
<p>Il maresciallo pesca dalla dispensa un piccolo album di vecchie foto. Riprende quella della cena del congedo, festeggiato dai colleghi della stazione. Lui ne era il capo, nella foto è in piedi, dietro le spalle del brigadiere seduto, il sottordine alla sua destra, il carabiniere ausiliario alla sua sinistra. L&#8217;appuntato è seduto, a margine, ha un volto sofferente che riflette pallore, la mano destra sorregge la fronte ma non la copre del tutto. Il maresciallo riconosce il grosso neo anche senza avvicinare gli occhi all&#8217;immagine.</p>
<p>Il maresciallo esce di casa, &#8220;vado a portare la spazzatura&#8221; dice alla moglie, e incrocia una coppia di amici che saluta. &#8220;Perché non siamo alti tre metri, o sei, o 40 centimetri? Perché siamo <em>proprio</em> così?&#8221;, pensa quando riceve il sorriso di lei.</p>
<p>Poco più in là, un ragazzino inserisce la password d&#8217;accesso al videogioco e pensa che nessuna madonna gli farà vincere la partita, al massimo sbaglierà lui bottone e qualcuno ne porterà le conseguenze. Fino alla partita successiva, quando sarà qualcun altro a morire, o a vivere, secondo la sua volontà, e/o al suo margine d&#8217;errore.</p>
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<input type="hidden" name="postAuthor_0" value="Marco Giacosa">
<input type="hidden" name="postDateTime_0" value="2008-08-29 13:08:10">
<input type="hidden" name="postContent_0" value="&lt;p&gt;Il maresciallo scende dal bus urbano che lo riaccompagna al paese, attraversa la strada sulle strisce, segnala a tre colleghe di viaggio l&amp;#8217;ultimo cero che i fedeli della zona hanno posto ai piedi di Maria, San Francesco e Santa Rita impressi in un dipinto giù al pilone. Le donne osservano a annuiscono compiaciute.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il maresciallo è un vecchio sottoufficiale dell&amp;#8217;Arma, originario della zona e vissuto altrove per i quarant&amp;#8217;anni della onorata carriera che gli ha portato in dono, oltre a conoscenze buone per imboscare o elevare i giovani del paese in odor di leva, un accento che è la sommatoria degli accenti delle oltre cento province italiane, l&amp;#8217;accento di un dialetto che non esiste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il maresciallo va alla messa domenicale, arriva sulla piazza venti minuti prima dell&amp;#8217;inizio e riceve i saluti dei compaesani. Annota i giovani che non lo ossequiano e lo fa notare ai genitori, quando li incontra. Spesso esce dieci minuti prima, dopo l&amp;#8217;eucarestia, e a chi lo vede rivela: fa troppo caldo&amp;#8230;E poi, sottovoce: &amp;#8230;e il prete è troppo lungo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il maresciallo saluta una delle donne cui ha segnalato il cero e svolta verso casa. Un ragazzino in bicicletta lo accosta e gli chiede cosa c&amp;#8217;è al pilone. &amp;#8220;Il cero alla Madonna, perché ci aiuti&amp;#8221;. Il ragazzino gli sorride e gli dice: &amp;#8220;E perché al mio papà non l&amp;#8217;ha aiutato?&amp;#8221;. Il maresciallo si ferma e osserva il grosso neo sulla fronte di quel bambino dai grandi occhi verdi. &amp;#8220;A te sembra che non l&amp;#8217;abbia aiutato, perché il tuo papà non è più qui. Ma adesso è in mezzo a Gesù e agli Angeli, in un posto bellissimo, e sta molto meglio di come stava qui&amp;#8221;. Il ragazzino sorride, dice ciao, inizia a pedalare e si allontana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il maresciallo pesca dalla dispensa un piccolo album di vecchie foto. Riprende quella della cena del congedo, festeggiato dai colleghi della stazione. Lui ne era il capo, nella foto è in piedi, dietro le spalle del brigadiere seduto, il sottordine alla sua destra, il carabiniere ausiliario alla sua sinistra. L&amp;#8217;appuntato è seduto, a margine, ha un volto sofferente che riflette pallore, la mano destra sorregge la fronte ma non la copre del tutto. Il maresciallo riconosce il grosso neo anche senza avvicinare gli occhi all&amp;#8217;immagine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il maresciallo esce di casa, &amp;#8220;vado a portare la spazzatura&amp;#8221; dice alla moglie, e incrocia una coppia di amici che saluta. &amp;#8220;Perché non siamo alti tre metri, o sei, o 40 centimetri? Perché siamo &lt;em&gt;proprio&lt;/em&gt; così?&amp;#8221;, pensa quando riceve il sorriso di lei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco più in là, un ragazzino inserisce la password d&amp;#8217;accesso al videogioco e pensa che nessuna madonna gli farà vincere la partita, al massimo sbaglierà lui bottone e qualcuno ne porterà le conseguenze. Fino alla partita successiva, quando sarà qualcun altro a morire, o a vivere, secondo la sua volontà, e/o al suo margine d&amp;#8217;errore.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;facebook&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.marcogiacosa.it/2008/08/29/eo/&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Share on Facebook&quot;&gt;Share on Facebook&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;">
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		<title>229 modi di&#8230;impazzire!</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/08/10/229-modi-diimpazzire/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 20:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>
		<category><![CDATA[bergia]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Dedicato ai colleghi del 229° Corso Allievi Carabinieri Ausiliari &#8220;Chiaffredo Bergia&#8221; &#8211; Ia compagnia, IV plotone &#8211; che digitando in google troveranno questo scritto ripescato 8 anni e 6 mesi dopo ripulendo un vecchio pen drive.

Aggiornamento: qui http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=33400871812&#38;ref=ts il gruppo su facebook del 229° corso ACA!
1) Impazzire di “arma in mano destra, caricatore in mano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dedicato ai colleghi del 229° Corso Allievi Carabinieri Ausiliari &#8220;Chiaffredo Bergia&#8221; &#8211; I<sup>a</sup> compagnia, IV plotone &#8211; che digitando in google troveranno questo scritto ripescato 8 anni e 6 mesi dopo ripulendo un vecchio pen drive.</em><br />
<em><br />
Aggiornamento: qui <a href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=33400871812&amp;ref=ts">http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=33400871812&amp;ref=ts</a> il gruppo su facebook del 229° corso ACA!</em></p>
<p>1) Impazzire di “arma in mano destra, caricatore in mano sinistra!”<br />
2) Impazzire di “attenti!”<br />
3) Impazzire di “batta più forte il piede!”<br />
4) Impazzire di “cadenza!”<br />
5) Impazzire di “camerata, attenti!”<br />
6) Impazzire di “chi è lei?”<br />
7) Impazzire di “comodi, comodi!”<br />
&#8216;8) Impazzire di “compagnia, attenti!”<br />
9) Impazzire di “dest’riga”<br />
10) Impazzire di “e poi ammazzate il collega!”<br />
11) Impazzire di “è previsto!”<br />
12) Impazzire di “fermo di identificazione”<br />
13) Impazzire di “fissi!”<br />
14) Impazzire di “guardate in bacheca!”<br />
15) Impazzire di “ho le mie cose!”<br />
16) Impazzire di “il cubo fa schifo!”<br />
17) Impazzire di “io ti inculo!”<br />
18) Impazzire di “le 4 sicure dell’M12”<br />
19) Impazzire di “nei secoli fedele”<br />
20) Impazzire di “non sento!”<br />
21) Impazzire di “non siete dei najoni!”<br />
22) Impazzire di “passooo”<br />
23) Impazzire di “presentat’arm”<br />
24) Impazzire di “quattro volontari!”<br />
25) Impazzire di “riposo!”<br />
26) Impazzire di “shhhhh!”<br />
27) Impazzire di “si aggiusti il basco!”<br />
28) Impazzire di “stia punito!”<br />
29) Impazzire di “vada a rapporto dal suo comandante di plotone!”<br />
30) Impazzire di “zio Banana” di Capriotti<br />
31) Impazzire di 30° in camerata<br />
32) Impazzire di 36 promessi<br />
33) Impazzire di 36 mai dati<br />
34) Impazzire di 36 che passano in un minuto<br />
35) Impazzire di accertamenti scritti<br />
36) Impazzire di addestramento formale<br />
37) Impazzire di adunate<br />
38) Impazzire di aerobica alla Gallinotti<br />
39) Impazzire di afta in gola alla Floreano<br />
40) Impazzire di allievi in via Cernaia<br />
41) Impazzire di alzabandiera<br />
42) Impazzire di ammainabandiera<br />
43) Impazzire di anfibi stretti<br />
44) Impazzire di anfibi puliti sotto<br />
45) Impazzire di anticipo<br />
46) Impazzire di armeria<br />
47) Impazzire di Arturo il fotografo del futuro<br />
48) Impazzire di aula<br />
49) Impazzire di azioni morali<br />
50) Impazzire di bambocci<br />
51) Impazzire di bandoliera lucida<br />
52) Impazzire di barbiere macellaio<br />
53) Impazzire di Bottelli capocompagnia<br />
54) Impazzire di brioches finite<br />
55) Impazzire di bromuro nel latte<br />
56) Impazzire di cadute al giuramento<br />
57) Impazzire di cagate a ranocchio<br />
58) Impazzire di caldo<br />
59) Impazzire di calzanetto<br />
60) Impazzire di cambi di camerata<br />
61) Impazzire di cambiarsi sempre i vestiti<br />
62) Impazzire di cambio lenzuola<br />
63) Impazzire di camerate pinguino<br />
64) Impazzire di capi plotone e capi aula<br />
65) Impazzire di Carmen<br />
66) Impazzire di carta igienica<br />
67) Impazzire di cazziatoni<br />
68) Impazzire di cellulari in carica<br />
69) Impazzire di cellulari imboscati<br />
70) Impazzire di cerniere che si rompono<br />
71) Impazzire di cessi sporchi<br />
72) Impazzire di chiavi dell’armadietto<br />
73) Impazzire di COBAR<br />
74) Impazzire di colletti di camicia larghi<br />
75) Impazzire di colloquio finale<br />
76) Impazzire di comandi<br />
77) Impazzire di conferenze<br />
78) Impazzire di conto alla rovescia<br />
79) Impazzire di contrappelli<br />
80) Impazzire di contrappelli di Trotti e Capriotti<br />
81) Impazzire di corna della tua ragazza<br />
82) Impazzire di corse in piazza d’armi<br />
83) Impazzire di cosce di pollo dopate<br />
84) Impazzire di cravatta col nodo a triangolo<br />
85) Impazzire di crest che non si vedono mai<br />
86) Impazzire di cubi da fare<br />
87) Impazzire di culattoni<br />
88) Impazzire di Culquaber<br />
89) Impazzire di delitti e contravvenzioni<br />
90) Impazzire di destinazioni<br />
91) Impazzire di detrazioni dallo stipendio<br />
92) Impazzire di disegno alla lavagna<br />
93) Impazzire di distribuzione cancelleria<br />
94) Impazzire di DJ<br />
95) Impazzire di doccia bollente<br />
96) Impazzire di doccia fredda<br />
97) Impazzire di doppi servizi<br />
98) Impazzire di essere ultimi in fila per mangiare<br />
99) Impazzire di fanfara<br />
100) Impazzire di fare le scale per l’armeria<br />
101) Impazzire di farsi la barba ogni mattina<br />
102) Impazzire di febbre<br />
103) Impazzire di ferretto del berretto<br />
104) Impazzire di fila al bar<br />
105) Impazzire di fila allo spaccio<br />
106) Impazzire di file al bagno per la doccia<br />
107) Impazzire di fila dappertutto<br />
108) Impazzire di film a metà<br />
109) Impazzire di firme<br />
110) Impazzire di forza effettiva e forza presente<br />
111) Impazzire di foto in alta uniforme<br />
112) Impazzire di foto per la patente<br />
113) Impazzire di Fra-Fò<br />
114) Impazzire di freddo<br />
115) Impazzire di Fritz<br />
116) Impazzire di fumate ai cessi<br />
117) Impazzire di gagliardetto<br />
118) Impazzire di gara d’armi<br />
119) Impazzire di gente che non si lava<br />
120) Impazzire di gente che sbrocca<br />
121) Impazzire di gente che ti dice “impazzire di…”<br />
122) Impazzire di ghiaccio in piazza d’armi<br />
123) Impazzire di giornali porno<br />
124) Impazzire di guanti di 5 misure in più<br />
125) Impazzire di guardia<br />
126) Impazzire di guardia notturna<br />
127) Impazzire di hamburger<br />
128) Impazzire di implotonamenti dieci minuti prima<br />
129) Impazzire di infermeria<br />
130) Impazzire di inno nazionale<br />
131) Impazzire di insalata che si muove<br />
132) Impazzire di interrogazioni<br />
133) Impazzire di intervallo lungo<br />
134) Impazzire di isolani sardi<br />
135) Impazzire di J.J. Cassatella<br />
136) Impazzire di lacci rotti<br />
137) Impazzire di lampade trifacciali<br />
138) Impazzire di lavaggio stoviglie e pentolame<br />
139) Impazzire di libere uscite in uniforme<br />
140) Impazzire di lucette che non funzionano<br />
141) Impazzire di M.A.s.u.P.S. imboscati<br />
142) Impazzire di maestro Miaghi<br />
143) Impazzire di magazzino<br />
144) Impazzire di malati che ti passano davanti in mensa<br />
145) Impazzire di malati immaginari<br />
146) Impazzire di mappazza la mattina<br />
147) Impazzire di marcia<br />
148) Impazzire di mensa ufficiali<br />
149) Impazzire di Merit di Raucci<br />
150) Impazzire di mimetiche di 10 taglie in più<br />
151) Impazzire di minuto mantenimento<br />
152) Impazzire di Mister Oliver<br />
153) Impazzire di NCC<br />
154) Impazzire di non dormire mai un cazzo<br />
155) Impazzire di orari<br />
156) Impazzire di paghe miliardarie<br />
157) Impazzire di palestra<br />
158) Impazzire di Panorama del giorno dell’arruolamento<br />
159) Impazzire di PAO<br />
160) Impazzire di PAO il giorno di Natale<br />
161) Impazzire di paraceli<br />
162) Impazzire di paraculati<br />
163) Impazzire di pasta che non è pasta<br />
164) Impazzire di pasta dura<br />
165) Impazzire di pasta scotta<br />
166) Impazzire di patatine fritte immaginarie<br />
167) Impazzire di perquisizioni<br />
168) Impazzire di piantone<br />
169) Impazzire di polvere<br />
170) Impazzire di posticipo<br />
171) Impazzire di pratica armi<br />
172) Impazzire di programma<br />
173) Impazzire di prove del giuramento<br />
174) Impazzire di pulizia dei cessi<br />
175) Impazzire di pulizia delle camerate<br />
176) Impazzire di purè al detersivo<br />
177) Impazzire di quizzoni<br />
178) Impazzire di quotidiani vecchi<br />
179) Impazzire di Radio Anfibio e Radio Cernaia<br />
180) Impazzire di raffreddore<br />
181) Impazzire di richiami scritti<br />
182) Impazzire di Risiko<br />
183) Impazzire di russate alla Faraonio<br />
184) Impazzire di salto della cavallina alla Guatteri<br />
185) Impazzire di salto in alto alla Gallicchio<br />
186) Impazzire di saluti<br />
187) Impazzire di saluti senza basco<br />
188) Impazzire di Salvo d’Acquisto<br />
189) Impazzire di sbrandate<br />
190) Impazzire di Scapaccino<br />
191) Impazzire di schede telefoniche<br />
192) Impazzire di scommesse folli<br />
193) Impazzire di scoreggie in aula<br />
194) Impazzire di scoreggie quando si è implotonati<br />
195) Impazzire di scratch strappati<br />
196) Impazzire di scrocconi<br />
197) Impazzire di seghe<br />
198) Impazzire di seghe mentali<br />
199) Impazzire di servizio di domenica<br />
200) Impazzire di sigarette finite<br />
201) Impazzire di sigarette spente a metà<br />
202) Impazzire di silenzio<br />
203) Impazzire di sinossi<br />
204) Impazzire di soldi<br />
205) Impazzire di sonno alle conferenze<br />
206) Impazzire di sonno in aula<br />
207) Impazzire di spezzatino<br />
208) Impazzire di stecche quando sei sentinella<br />
209) Impazzire di studio obbligatorio<br />
210) Impazzire di supposte antipiretiche<br />
211) Impazzire di svenimenti<br />
212) Impazzire di t.SG<br />
213) Impazzire di tarzanelli<br />
214) Impazzire di tassello elastico<br />
215) Impazzire di Tele +<br />
216) Impazzire di telefonate quando si è piantone<br />
217) Impazzire di tesserino arancione<br />
218) Impazzire di tiri a Alberga, Candelo, Fossano, Moncalieri e Tavernette<br />
219) Impazzire di tosse<br />
220) Impazzire di Turbo Zeta<br />
221) Impazzire di turche intasate da stronzi<br />
222) Impazzire di vesciche<br />
223) Impazzire di Virgo Fidelis<br />
224) Impazzire di visite alle stazioni<br />
225) Impazzire di voglia di figa<br />
226) Impazzire di voti “giusti”<br />
227) Impazzire di Zaptiè (carabiniere libico)<br />
228) Impazzire di ultimo giorno e di amici che non vedrai più<br />
229) IMPAZZIRE DI…231° CORSO!!!</p>
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<input type="hidden" name="postContent_0" value="&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dedicato ai colleghi del 229° Corso Allievi Carabinieri Ausiliari &amp;#8220;Chiaffredo Bergia&amp;#8221; &amp;#8211; I&lt;sup&gt;a&lt;/sup&gt; compagnia, IV plotone &amp;#8211; che digitando in google troveranno questo scritto ripescato 8 anni e 6 mesi dopo ripulendo un vecchio pen drive.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
Aggiornamento: qui &lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=33400871812&amp;amp;ref=ts&quot;&gt;http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=33400871812&amp;amp;ref=ts&lt;/a&gt; il gruppo su facebook del 229° corso ACA!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1) Impazzire di “arma in mano destra, caricatore in mano sinistra!”&lt;br /&gt;
2) Impazzire di “attenti!”&lt;br /&gt;
3) Impazzire di “batta più forte il piede!”&lt;br /&gt;
4) Impazzire di “cadenza!”&lt;br /&gt;
5) Impazzire di “camerata, attenti!”&lt;br /&gt;
6) Impazzire di “chi è lei?”&lt;br /&gt;
7) Impazzire di “comodi, comodi!”&lt;br /&gt;
&amp;#8216;8) Impazzire di “compagnia, attenti!”&lt;br /&gt;
9) Impazzire di “dest’riga”&lt;br /&gt;
10) Impazzire di “e poi ammazzate il collega!”&lt;br /&gt;
11) Impazzire di “è previsto!”&lt;br /&gt;
12) Impazzire di “fermo di identificazione”&lt;br /&gt;
13) Impazzire di “fissi!”&lt;br /&gt;
14) Impazzire di “guardate in bacheca!”&lt;br /&gt;
15) Impazzire di “ho le mie cose!”&lt;br /&gt;
16) Impazzire di “il cubo fa schifo!”&lt;br /&gt;
17) Impazzire di “io ti inculo!”&lt;br /&gt;
18) Impazzire di “le 4 sicure dell’M12”&lt;br /&gt;
19) Impazzire di “nei secoli fedele”&lt;br /&gt;
20) Impazzire di “non sento!”&lt;br /&gt;
21) Impazzire di “non siete dei najoni!”&lt;br /&gt;
22) Impazzire di “passooo”&lt;br /&gt;
23) Impazzire di “presentat’arm”&lt;br /&gt;
24) Impazzire di “quattro volontari!”&lt;br /&gt;
25) Impazzire di “riposo!”&lt;br /&gt;
26) Impazzire di “shhhhh!”&lt;br /&gt;
27) Impazzire di “si aggiusti il basco!”&lt;br /&gt;
28) Impazzire di “stia punito!”&lt;br /&gt;
29) Impazzire di “vada a rapporto dal suo comandante di plotone!”&lt;br /&gt;
30) Impazzire di “zio Banana” di Capriotti&lt;br /&gt;
31) Impazzire di 30° in camerata&lt;br /&gt;
32) Impazzire di 36 promessi&lt;br /&gt;
33) Impazzire di 36 mai dati&lt;br /&gt;
34) Impazzire di 36 che passano in un minuto&lt;br /&gt;
35) Impazzire di accertamenti scritti&lt;br /&gt;
36) Impazzire di addestramento formale&lt;br /&gt;
37) Impazzire di adunate&lt;br /&gt;
38) Impazzire di aerobica alla Gallinotti&lt;br /&gt;
39) Impazzire di afta in gola alla Floreano&lt;br /&gt;
40) Impazzire di allievi in via Cernaia&lt;br /&gt;
41) Impazzire di alzabandiera&lt;br /&gt;
42) Impazzire di ammainabandiera&lt;br /&gt;
43) Impazzire di anfibi stretti&lt;br /&gt;
44) Impazzire di anfibi puliti sotto&lt;br /&gt;
45) Impazzire di anticipo&lt;br /&gt;
46) Impazzire di armeria&lt;br /&gt;
47) Impazzire di Arturo il fotografo del futuro&lt;br /&gt;
48) Impazzire di aula&lt;br /&gt;
49) Impazzire di azioni morali&lt;br /&gt;
50) Impazzire di bambocci&lt;br /&gt;
51) Impazzire di bandoliera lucida&lt;br /&gt;
52) Impazzire di barbiere macellaio&lt;br /&gt;
53) Impazzire di Bottelli capocompagnia&lt;br /&gt;
54) Impazzire di brioches finite&lt;br /&gt;
55) Impazzire di bromuro nel latte&lt;br /&gt;
56) Impazzire di cadute al giuramento&lt;br /&gt;
57) Impazzire di cagate a ranocchio&lt;br /&gt;
58) Impazzire di caldo&lt;br /&gt;
59) Impazzire di calzanetto&lt;br /&gt;
60) Impazzire di cambi di camerata&lt;br /&gt;
61) Impazzire di cambiarsi sempre i vestiti&lt;br /&gt;
62) Impazzire di cambio lenzuola&lt;br /&gt;
63) Impazzire di camerate pinguino&lt;br /&gt;
64) Impazzire di capi plotone e capi aula&lt;br /&gt;
65) Impazzire di Carmen&lt;br /&gt;
66) Impazzire di carta igienica&lt;br /&gt;
67) Impazzire di cazziatoni&lt;br /&gt;
68) Impazzire di cellulari in carica&lt;br /&gt;
69) Impazzire di cellulari imboscati&lt;br /&gt;
70) Impazzire di cerniere che si rompono&lt;br /&gt;
71) Impazzire di cessi sporchi&lt;br /&gt;
72) Impazzire di chiavi dell’armadietto&lt;br /&gt;
73) Impazzire di COBAR&lt;br /&gt;
74) Impazzire di colletti di camicia larghi&lt;br /&gt;
75) Impazzire di colloquio finale&lt;br /&gt;
76) Impazzire di comandi&lt;br /&gt;
77) Impazzire di conferenze&lt;br /&gt;
78) Impazzire di conto alla rovescia&lt;br /&gt;
79) Impazzire di contrappelli&lt;br /&gt;
80) Impazzire di contrappelli di Trotti e Capriotti&lt;br /&gt;
81) Impazzire di corna della tua ragazza&lt;br /&gt;
82) Impazzire di corse in piazza d’armi&lt;br /&gt;
83) Impazzire di cosce di pollo dopate&lt;br /&gt;
84) Impazzire di cravatta col nodo a triangolo&lt;br /&gt;
85) Impazzire di crest che non si vedono mai&lt;br /&gt;
86) Impazzire di cubi da fare&lt;br /&gt;
87) Impazzire di culattoni&lt;br /&gt;
88) Impazzire di Culquaber&lt;br /&gt;
89) Impazzire di delitti e contravvenzioni&lt;br /&gt;
90) Impazzire di destinazioni&lt;br /&gt;
91) Impazzire di detrazioni dallo stipendio&lt;br /&gt;
92) Impazzire di disegno alla lavagna&lt;br /&gt;
93) Impazzire di distribuzione cancelleria&lt;br /&gt;
94) Impazzire di DJ&lt;br /&gt;
95) Impazzire di doccia bollente&lt;br /&gt;
96) Impazzire di doccia fredda&lt;br /&gt;
97) Impazzire di doppi servizi&lt;br /&gt;
98) Impazzire di essere ultimi in fila per mangiare&lt;br /&gt;
99) Impazzire di fanfara&lt;br /&gt;
100) Impazzire di fare le scale per l’armeria&lt;br /&gt;
101) Impazzire di farsi la barba ogni mattina&lt;br /&gt;
102) Impazzire di febbre&lt;br /&gt;
103) Impazzire di ferretto del berretto&lt;br /&gt;
104) Impazzire di fila al bar&lt;br /&gt;
105) Impazzire di fila allo spaccio&lt;br /&gt;
106) Impazzire di file al bagno per la doccia&lt;br /&gt;
107) Impazzire di fila dappertutto&lt;br /&gt;
108) Impazzire di film a metà&lt;br /&gt;
109) Impazzire di firme&lt;br /&gt;
110) Impazzire di forza effettiva e forza presente&lt;br /&gt;
111) Impazzire di foto in alta uniforme&lt;br /&gt;
112) Impazzire di foto per la patente&lt;br /&gt;
113) Impazzire di Fra-Fò&lt;br /&gt;
114) Impazzire di freddo&lt;br /&gt;
115) Impazzire di Fritz&lt;br /&gt;
116) Impazzire di fumate ai cessi&lt;br /&gt;
117) Impazzire di gagliardetto&lt;br /&gt;
118) Impazzire di gara d’armi&lt;br /&gt;
119) Impazzire di gente che non si lava&lt;br /&gt;
120) Impazzire di gente che sbrocca&lt;br /&gt;
121) Impazzire di gente che ti dice “impazzire di…”&lt;br /&gt;
122) Impazzire di ghiaccio in piazza d’armi&lt;br /&gt;
123) Impazzire di giornali porno&lt;br /&gt;
124) Impazzire di guanti di 5 misure in più&lt;br /&gt;
125) Impazzire di guardia&lt;br /&gt;
126) Impazzire di guardia notturna&lt;br /&gt;
127) Impazzire di hamburger&lt;br /&gt;
128) Impazzire di implotonamenti dieci minuti prima&lt;br /&gt;
129) Impazzire di infermeria&lt;br /&gt;
130) Impazzire di inno nazionale&lt;br /&gt;
131) Impazzire di insalata che si muove&lt;br /&gt;
132) Impazzire di interrogazioni&lt;br /&gt;
133) Impazzire di intervallo lungo&lt;br /&gt;
134) Impazzire di isolani sardi&lt;br /&gt;
135) Impazzire di J.J. Cassatella&lt;br /&gt;
136) Impazzire di lacci rotti&lt;br /&gt;
137) Impazzire di lampade trifacciali&lt;br /&gt;
138) Impazzire di lavaggio stoviglie e pentolame&lt;br /&gt;
139) Impazzire di libere uscite in uniforme&lt;br /&gt;
140) Impazzire di lucette che non funzionano&lt;br /&gt;
141) Impazzire di M.A.s.u.P.S. imboscati&lt;br /&gt;
142) Impazzire di maestro Miaghi&lt;br /&gt;
143) Impazzire di magazzino&lt;br /&gt;
144) Impazzire di malati che ti passano davanti in mensa&lt;br /&gt;
145) Impazzire di malati immaginari&lt;br /&gt;
146) Impazzire di mappazza la mattina&lt;br /&gt;
147) Impazzire di marcia&lt;br /&gt;
148) Impazzire di mensa ufficiali&lt;br /&gt;
149) Impazzire di Merit di Raucci&lt;br /&gt;
150) Impazzire di mimetiche di 10 taglie in più&lt;br /&gt;
151) Impazzire di minuto mantenimento&lt;br /&gt;
152) Impazzire di Mister Oliver&lt;br /&gt;
153) Impazzire di NCC&lt;br /&gt;
154) Impazzire di non dormire mai un cazzo&lt;br /&gt;
155) Impazzire di orari&lt;br /&gt;
156) Impazzire di paghe miliardarie&lt;br /&gt;
157) Impazzire di palestra&lt;br /&gt;
158) Impazzire di Panorama del giorno dell’arruolamento&lt;br /&gt;
159) Impazzire di PAO&lt;br /&gt;
160) Impazzire di PAO il giorno di Natale&lt;br /&gt;
161) Impazzire di paraceli&lt;br /&gt;
162) Impazzire di paraculati&lt;br /&gt;
163) Impazzire di pasta che non è pasta&lt;br /&gt;
164) Impazzire di pasta dura&lt;br /&gt;
165) Impazzire di pasta scotta&lt;br /&gt;
166) Impazzire di patatine fritte immaginarie&lt;br /&gt;
167) Impazzire di perquisizioni&lt;br /&gt;
168) Impazzire di piantone&lt;br /&gt;
169) Impazzire di polvere&lt;br /&gt;
170) Impazzire di posticipo&lt;br /&gt;
171) Impazzire di pratica armi&lt;br /&gt;
172) Impazzire di programma&lt;br /&gt;
173) Impazzire di prove del giuramento&lt;br /&gt;
174) Impazzire di pulizia dei cessi&lt;br /&gt;
175) Impazzire di pulizia delle camerate&lt;br /&gt;
176) Impazzire di purè al detersivo&lt;br /&gt;
177) Impazzire di quizzoni&lt;br /&gt;
178) Impazzire di quotidiani vecchi&lt;br /&gt;
179) Impazzire di Radio Anfibio e Radio Cernaia&lt;br /&gt;
180) Impazzire di raffreddore&lt;br /&gt;
181) Impazzire di richiami scritti&lt;br /&gt;
182) Impazzire di Risiko&lt;br /&gt;
183) Impazzire di russate alla Faraonio&lt;br /&gt;
184) Impazzire di salto della cavallina alla Guatteri&lt;br /&gt;
185) Impazzire di salto in alto alla Gallicchio&lt;br /&gt;
186) Impazzire di saluti&lt;br /&gt;
187) Impazzire di saluti senza basco&lt;br /&gt;
188) Impazzire di Salvo d’Acquisto&lt;br /&gt;
189) Impazzire di sbrandate&lt;br /&gt;
190) Impazzire di Scapaccino&lt;br /&gt;
191) Impazzire di schede telefoniche&lt;br /&gt;
192) Impazzire di scommesse folli&lt;br /&gt;
193) Impazzire di scoreggie in aula&lt;br /&gt;
194) Impazzire di scoreggie quando si è implotonati&lt;br /&gt;
195) Impazzire di scratch strappati&lt;br /&gt;
196) Impazzire di scrocconi&lt;br /&gt;
197) Impazzire di seghe&lt;br /&gt;
198) Impazzire di seghe mentali&lt;br /&gt;
199) Impazzire di servizio di domenica&lt;br /&gt;
200) Impazzire di sigarette finite&lt;br /&gt;
201) Impazzire di sigarette spente a metà&lt;br /&gt;
202) Impazzire di silenzio&lt;br /&gt;
203) Impazzire di sinossi&lt;br /&gt;
204) Impazzire di soldi&lt;br /&gt;
205) Impazzire di sonno alle conferenze&lt;br /&gt;
206) Impazzire di sonno in aula&lt;br /&gt;
207) Impazzire di spezzatino&lt;br /&gt;
208) Impazzire di stecche quando sei sentinella&lt;br /&gt;
209) Impazzire di studio obbligatorio&lt;br /&gt;
210) Impazzire di supposte antipiretiche&lt;br /&gt;
211) Impazzire di svenimenti&lt;br /&gt;
212) Impazzire di t.SG&lt;br /&gt;
213) Impazzire di tarzanelli&lt;br /&gt;
214) Impazzire di tassello elastico&lt;br /&gt;
215) Impazzire di Tele +&lt;br /&gt;
216) Impazzire di telefonate quando si è piantone&lt;br /&gt;
217) Impazzire di tesserino arancione&lt;br /&gt;
218) Impazzire di tiri a Alberga, Candelo, Fossano, Moncalieri e Tavernette&lt;br /&gt;
219) Impazzire di tosse&lt;br /&gt;
220) Impazzire di Turbo Zeta&lt;br /&gt;
221) Impazzire di turche intasate da stronzi&lt;br /&gt;
222) Impazzire di vesciche&lt;br /&gt;
223) Impazzire di Virgo Fidelis&lt;br /&gt;
224) Impazzire di visite alle stazioni&lt;br /&gt;
225) Impazzire di voglia di figa&lt;br /&gt;
226) Impazzire di voti “giusti”&lt;br /&gt;
227) Impazzire di Zaptiè (carabiniere libico)&lt;br /&gt;
228) Impazzire di ultimo giorno e di amici che non vedrai più&lt;br /&gt;
229) IMPAZZIRE DI…231° CORSO!!!&lt;/p&gt;
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		<title>Nero (d&#8217;Avola, per ora)</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/07/10/nero-davola-per-ora/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 22:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>
		<category><![CDATA[busato]]></category>
		<category><![CDATA[manonegra]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste ore molti piangono una ragazza che ha conosciuto l&#8217;uomo sbagliato. (Quanti di noi conoscono uomini o donne sbagliate, senza morirne?). Un padre, nelle stesse ore, è felice che un tribunale abbia stabilito che la figlia può morire.
Il dolore, più che personale, è relativo. Una figlia che muore provoca dolore, e un&#8217;altra sollievo. Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore molti piangono una ragazza che ha conosciuto<a href="http://www.marcogiacosa.it/wp-content/uploads/2008/07/fedegordo.jpg"> <em><strong>l&#8217;uomo sbagliato</strong></em></a>. (Quanti di noi conoscono uomini o donne sbagliate, senza morirne?). Un padre, nelle stesse ore, è felice che un tribunale abbia stabilito che la <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200807articoli/34619girata.asp"><em><strong>figlia può morire</strong></em></a>.<br />
Il dolore, più che personale, è relativo. Una figlia che muore provoca dolore, e un&#8217;altra sollievo. Si dirà che sono casi estremi: proprio per questo il dolore di ciascuno non lo comprende nessuno. Le attenuanti specifiche, però, non le hanno inventate solo per i processi.<br />
Ma il Nero d&#8217;Avola è finito, ho fallito un sudoku e i Manonegra mi urlano Patchanka. Tutte queste cose, assieme, mi spaventano, soprattutto l&#8217;ultima. Quando mi rendo conto di essere sufficientemente simile a questo individuo qui sotto, mollo ogni argomentazione sul dolore, e buonanotte.</p>
<p align="center"><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/8mWkW7X8dOQ&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8mWkW7X8dOQ&amp;hl=en&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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<input type="hidden" name="postContent_0" value="&lt;p&gt;In queste ore molti piangono una ragazza che ha conosciuto&lt;a href=&quot;http://www.marcogiacosa.it/wp-content/uploads/2008/07/fedegordo.jpg&quot;&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;l&amp;#8217;uomo sbagliato&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. (Quanti di noi conoscono uomini o donne sbagliate, senza morirne?). Un padre, nelle stesse ore, è felice che un tribunale abbia stabilito che la &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200807articoli/34619girata.asp&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;figlia può morire&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Il dolore, più che personale, è relativo. Una figlia che muore provoca dolore, e un&amp;#8217;altra sollievo. Si dirà che sono casi estremi: proprio per questo il dolore di ciascuno non lo comprende nessuno. Le attenuanti specifiche, però, non le hanno inventate solo per i processi.&lt;br /&gt;
Ma il Nero d&amp;#8217;Avola è finito, ho fallito un sudoku e i Manonegra mi urlano Patchanka. Tutte queste cose, assieme, mi spaventano, soprattutto l&amp;#8217;ultima. Quando mi rendo conto di essere sufficientemente simile a questo individuo qui sotto, mollo ogni argomentazione sul dolore, e buonanotte.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot; data=&quot;http://www.youtube.com/v/8mWkW7X8dOQ&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;src&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/8mWkW7X8dOQ&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowfullscreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;
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		<title>Another dream</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/07/07/another-dream/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 16:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[dream]]></category>
		<category><![CDATA[zio]]></category>

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		<description><![CDATA[Stavolta siamo in tre. La mamma c&#8217;è, s&#8217;intravvede, poi fugge in un&#8217;altra stanza. Rimaniamo in tre, maschi, del gruppo storico che fu. Mike e Bravo parlottano, percepisco che abbiano qualcosa da rivelare.
Se ne esce Bravo, con una frase: &#8220;Ma secondo te, se siamo in tre (e non sei tu), chi è l&#8217;amante di Mike?&#8221;
&#8220;Tu?!?&#8220;, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavolta siamo in tre. La mamma c&#8217;è, s&#8217;intravvede, poi fugge in un&#8217;altra stanza. Rimaniamo in tre, maschi, del gruppo storico che fu. Mike e Bravo parlottano, percepisco che abbiano qualcosa da rivelare.<br />
Se ne esce Bravo, con una frase: &#8220;<em>Ma secondo te, se siamo in tre (e non sei tu), chi è l&#8217;amante di Mike?</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Tu?!?</em>&#8220;, mi dichiaro stupito, non per il chi, ma per il cosa. &#8220;<em>Ma si deve sposare a fine anno!</em>&#8220;, rilancio sorpreso.<br />
&#8220;<em>E pensa che sono pure andato dai sindacati a vedere se si può fare qualcosa per aggiustarla</em>&#8220;, interviene Mike. Evidentemente, no.<br />
Sono felice, gongolo sul divano della casa di mio nonno. <em>Incredibile, Mike ha l&#8217;amante, e innamorato com&#8217;era. Speriamo che mandi a monte il matrimonio</em>. Lo penso profondamente, ma taccio.<br />
Di Livio e un altro giocatore, sconosciuto, stanno sui gradini di un aereo in partenza. Ridono, più che sorridono. Indossano la maglia della Fiorentina. Poi siamo tutti dentro, con Mike e Bravo seduti spalle agli altri giocatori. Dietro, l&#8217;ex fidanzata di Bravo sta parlando con alcuni uomini vestiti di viola.<br />
Al che molliamo l&#8217;aereo e ci dirigiamo all&#8217;ingresso dello stadio, che non è allo stadio ma si trova nel campo di nocciole sotto la casa di mio zio. C&#8217;è la pula, che mi ferma, penso alle trombe che abbiamo in mano e a Golf, l&#8217;ex di Bravo, che invece ha con sé dell&#8217;hashish. Temo per le sue sorti, invece dovrei pensare alle mie: il brigadiere mi palpa i quadricipiti, in maniera pesante, gli chiedo cosa cerca e mi risponde &#8220;<em>benzina, cerchiamo taniche di benzina alterata</em>&#8220;.<br />
Ecco, è la benzina alterata che mi sfugge. Sopra, intanto, dietro la casa di mio zio che dovrebbe essere lo stadio, partono fuochi d&#8217;artificio e qualcuno festeggia, cosa non si sa.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.marcogiacosa.it/2008/07/07/another-dream/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p><div class="pdf24Plugin-cp-box"><form method="POST" action="http://doc2pdf.pdf24.org/doc2pdf/wordpress.php" target="pdf24PopWin" onsubmit="window.open('about:blank', 'pdf24PopWin', 'scrollbars=yes,width=400,height=200,top=0,left=0'); return true;"><input type="hidden" name="blogCharset" value="UTF-8">
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<input type="hidden" name="postAuthor_0" value="Marco Giacosa">
<input type="hidden" name="postDateTime_0" value="2008-07-07 17:07:48">
<input type="hidden" name="postContent_0" value="&lt;p&gt;Stavolta siamo in tre. La mamma c&amp;#8217;è, s&amp;#8217;intravvede, poi fugge in un&amp;#8217;altra stanza. Rimaniamo in tre, maschi, del gruppo storico che fu. Mike e Bravo parlottano, percepisco che abbiano qualcosa da rivelare.&lt;br /&gt;
Se ne esce Bravo, con una frase: &amp;#8220;&lt;em&gt;Ma secondo te, se siamo in tre (e non sei tu), chi è l&amp;#8217;amante di Mike?&lt;/em&gt;&amp;#8221;&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;Tu?!?&lt;/em&gt;&amp;#8220;, mi dichiaro stupito, non per il chi, ma per il cosa. &amp;#8220;&lt;em&gt;Ma si deve sposare a fine anno!&lt;/em&gt;&amp;#8220;, rilancio sorpreso.&lt;br /&gt;
&amp;#8220;&lt;em&gt;E pensa che sono pure andato dai sindacati a vedere se si può fare qualcosa per aggiustarla&lt;/em&gt;&amp;#8220;, interviene Mike. Evidentemente, no.&lt;br /&gt;
Sono felice, gongolo sul divano della casa di mio nonno. &lt;em&gt;Incredibile, Mike ha l&amp;#8217;amante, e innamorato com&amp;#8217;era. Speriamo che mandi a monte il matrimonio&lt;/em&gt;. Lo penso profondamente, ma taccio.&lt;br /&gt;
Di Livio e un altro giocatore, sconosciuto, stanno sui gradini di un aereo in partenza. Ridono, più che sorridono. Indossano la maglia della Fiorentina. Poi siamo tutti dentro, con Mike e Bravo seduti spalle agli altri giocatori. Dietro, l&amp;#8217;ex fidanzata di Bravo sta parlando con alcuni uomini vestiti di viola.&lt;br /&gt;
Al che molliamo l&amp;#8217;aereo e ci dirigiamo all&amp;#8217;ingresso dello stadio, che non è allo stadio ma si trova nel campo di nocciole sotto la casa di mio zio. C&amp;#8217;è la pula, che mi ferma, penso alle trombe che abbiamo in mano e a Golf, l&amp;#8217;ex di Bravo, che invece ha con sé dell&amp;#8217;hashish. Temo per le sue sorti, invece dovrei pensare alle mie: il brigadiere mi palpa i quadricipiti, in maniera pesante, gli chiedo cosa cerca e mi risponde &amp;#8220;&lt;em&gt;benzina, cerchiamo taniche di benzina alterata&lt;/em&gt;&amp;#8220;.&lt;br /&gt;
Ecco, è la benzina alterata che mi sfugge. Sopra, intanto, dietro la casa di mio zio che dovrebbe essere lo stadio, partono fuochi d&amp;#8217;artificio e qualcuno festeggia, cosa non si sa.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;facebook&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.marcogiacosa.it/2008/07/07/another-dream/&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Share on Facebook&quot;&gt;Share on Facebook&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;">
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		<title>I had a dream</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/07/06/i-had-a-dream/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 12:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>
		<category><![CDATA[mio]]></category>

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		<description><![CDATA[I had a dream.
Stavamo, io e mio padre, in una stanza stretta, con poche sedie, scura e inscurita, assieme a pochi altri. Era la sala d&#8217;aspetto di un pronto soccorso. Teneva banco, parlava molto quello che &#8211; a un certo punto mi è stato chiaro &#8211; era l&#8217;uomo derivato da un ragazzino che stava avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I had a dream.<br />
Stavamo, io e mio padre, in una stanza stretta, con poche sedie, scura e inscurita, assieme a pochi altri. Era la sala d&#8217;aspetto di un pronto soccorso. Teneva banco, parlava molto quello che &#8211; a un certo punto mi è stato chiaro &#8211; era l&#8217;uomo derivato da un ragazzino che stava avanti a me di qualche anno alle medie. Roveta, o Riva, forse Rivetti, non ne ricordavo il nome, e forse nemmeno la faccia: ma pareva lui, sebbene invecchiato, sebbene i capelli bianchi gli dessero un età maggiore di quella che doveva avere. Era uno di quelli che picchiavano forte, uno del gruppo dei temuti, i leader del branco di quella scuola.</p>
<p><em>Io non avevo mai fatto una rissa, ero un bambino grasso e impacciato, con l&#8217;aggravante dello studente eccellente. Il primo approccio con una ragazza mi traumatizzò: mi piaceva Barbara, la più bella della classe, eravamo in prima media e ci ritrovammo soli tra i banchi a un intervallo. Mi avvicinai e le chiesi: &#8220;Tu ce l&#8217;hai il ragazzo?&#8221;. &#8220;Si&#8221;, mi rispose. Io stetti muto e indietreggiai in silenzio. Non parlai per una settimana, a lei e al mondo. Alla fine di quell&#8217;anno Barbara rimase bocciata, e io mi sbloccai al terzo, al pomeridiano corso di latino propedeutico ai licei, sguardo in prima fila sulle virtù posteriori di una ragazzina di nome Enrica. Ecco, gli altri studenti eccellenti, almeno, piacevano alle ragazze, comprese quelle che avevano un bel culo: per questo era impossibile che Roveta, o Rivetti, potesse in qualche modo ricordarsi del mio volto o del mio nome.</em></p>
<p>E Riva, o Roveta, parlava, e parlava, in quella sala del pronto soccorso, e non pareva stesse male. Papà guardava l&#8217;ora, era parecchio che aspettavamo che qualcuno uscisse a dirci delle condizioni di salute di mia madre, che, dentro, stava male. Arrivò una dottoressa, con parecchie cartelle cliniche sotto il braccio, con la copertina rossa, e le appoggiò su un tavolo.</p>
<p><em>Criticai mentalmente il suo modo di lavorare: dava l&#8217;impressione di radunare un po&#8217; di casi e di parlare ai parenti tutti assieme, soltanto dopo, e la cosa pareva dare un vantaggio solo a lei, giacché il primo avrebbe potuto avere notizie dopo mezz&#8217;ora e invece era costretto ad aspettare che ella, la dottoressa, facesse analisi e indagini su almeno altri quattro o cinque pazienti.</em></p>
<p>Quando toccò a noi, la dottoressa sorrise e disse: &#8220;<em>Tua madre sta bene</em>&#8220;, aggiungendo che le sue condizioni generali non erano peggiorate, che i valori e i parametri erano stabili. Io notavo una serie infinita di fototessere appiccicate con un punto di pinzatrice in corrispondenza di ogni paragrafo della cartella clinica, ovvero poste accanto a ogni esame effettuato o consulenza specialistica ricevuta. Mi inquietò considerare che la foto in realtà non raffigurava mia madre, ma una signora bruna in ottima forma che io non conoscevo. Ma le circostanziate parole della dottoressa e il nome e la data di nascita scritti correttamente sul dorso della copertina rossa e in ogni paragrafo mi facevano escludere lo scambio di persona. &#8220;<em>Soltanto, è tanto stanca, è totalmente priva di forze, completamente a terra</em>&#8220;, aggiunse. Io le chiesi di qualche farmaco che potesse rimetterla in piedi, darle energia. &#8220;<em>No, non possiamo fare nulla</em>&#8220;, rispose la dottoressa. A quel punto mi misi a piangere, ma le lacrime che cadevano sul tavolo accanto ai fogli non erano liquide, bensì dense, e di color verde scuro e beige, dense quasi come il miele, e io le pulivo e il tavolo tornava pulito, e io le pulivo con forza maggiore alla frequenza con cui cadevano, nonostante alcune andassero a posizionarsi in punti in cui già ero passato.</p>
<p>Ho fatto un sogno, e quando mi sono svegliato non c&#8217;era più nulla, Rivetti, la sala d&#8217;attesa, la dottoressa, la cartella clinica rossa, tutto era andato via. Non l&#8217;angoscia.</p>
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<input type="hidden" name="postContent_0" value="&lt;p&gt;I had a dream.&lt;br /&gt;
Stavamo, io e mio padre, in una stanza stretta, con poche sedie, scura e inscurita, assieme a pochi altri. Era la sala d&amp;#8217;aspetto di un pronto soccorso. Teneva banco, parlava molto quello che &amp;#8211; a un certo punto mi è stato chiaro &amp;#8211; era l&amp;#8217;uomo derivato da un ragazzino che stava avanti a me di qualche anno alle medie. Roveta, o Riva, forse Rivetti, non ne ricordavo il nome, e forse nemmeno la faccia: ma pareva lui, sebbene invecchiato, sebbene i capelli bianchi gli dessero un età maggiore di quella che doveva avere. Era uno di quelli che picchiavano forte, uno del gruppo dei temuti, i leader del branco di quella scuola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Io non avevo mai fatto una rissa, ero un bambino grasso e impacciato, con l&amp;#8217;aggravante dello studente eccellente. Il primo approccio con una ragazza mi traumatizzò: mi piaceva Barbara, la più bella della classe, eravamo in prima media e ci ritrovammo soli tra i banchi a un intervallo. Mi avvicinai e le chiesi: &amp;#8220;Tu ce l&amp;#8217;hai il ragazzo?&amp;#8221;. &amp;#8220;Si&amp;#8221;, mi rispose. Io stetti muto e indietreggiai in silenzio. Non parlai per una settimana, a lei e al mondo. Alla fine di quell&amp;#8217;anno Barbara rimase bocciata, e io mi sbloccai al terzo, al pomeridiano corso di latino propedeutico ai licei, sguardo in prima fila sulle virtù posteriori di una ragazzina di nome Enrica. Ecco, gli altri studenti eccellenti, almeno, piacevano alle ragazze, comprese quelle che avevano un bel culo: per questo era impossibile che Roveta, o Rivetti, potesse in qualche modo ricordarsi del mio volto o del mio nome.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E Riva, o Roveta, parlava, e parlava, in quella sala del pronto soccorso, e non pareva stesse male. Papà guardava l&amp;#8217;ora, era parecchio che aspettavamo che qualcuno uscisse a dirci delle condizioni di salute di mia madre, che, dentro, stava male. Arrivò una dottoressa, con parecchie cartelle cliniche sotto il braccio, con la copertina rossa, e le appoggiò su un tavolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Criticai mentalmente il suo modo di lavorare: dava l&amp;#8217;impressione di radunare un po&amp;#8217; di casi e di parlare ai parenti tutti assieme, soltanto dopo, e la cosa pareva dare un vantaggio solo a lei, giacché il primo avrebbe potuto avere notizie dopo mezz&amp;#8217;ora e invece era costretto ad aspettare che ella, la dottoressa, facesse analisi e indagini su almeno altri quattro o cinque pazienti.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando toccò a noi, la dottoressa sorrise e disse: &amp;#8220;&lt;em&gt;Tua madre sta bene&lt;/em&gt;&amp;#8220;, aggiungendo che le sue condizioni generali non erano peggiorate, che i valori e i parametri erano stabili. Io notavo una serie infinita di fototessere appiccicate con un punto di pinzatrice in corrispondenza di ogni paragrafo della cartella clinica, ovvero poste accanto a ogni esame effettuato o consulenza specialistica ricevuta. Mi inquietò considerare che la foto in realtà non raffigurava mia madre, ma una signora bruna in ottima forma che io non conoscevo. Ma le circostanziate parole della dottoressa e il nome e la data di nascita scritti correttamente sul dorso della copertina rossa e in ogni paragrafo mi facevano escludere lo scambio di persona. &amp;#8220;&lt;em&gt;Soltanto, è tanto stanca, è totalmente priva di forze, completamente a terra&lt;/em&gt;&amp;#8220;, aggiunse. Io le chiesi di qualche farmaco che potesse rimetterla in piedi, darle energia. &amp;#8220;&lt;em&gt;No, non possiamo fare nulla&lt;/em&gt;&amp;#8220;, rispose la dottoressa. A quel punto mi misi a piangere, ma le lacrime che cadevano sul tavolo accanto ai fogli non erano liquide, bensì dense, e di color verde scuro e beige, dense quasi come il miele, e io le pulivo e il tavolo tornava pulito, e io le pulivo con forza maggiore alla frequenza con cui cadevano, nonostante alcune andassero a posizionarsi in punti in cui già ero passato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho fatto un sogno, e quando mi sono svegliato non c&amp;#8217;era più nulla, Rivetti, la sala d&amp;#8217;attesa, la dottoressa, la cartella clinica rossa, tutto era andato via. Non l&amp;#8217;angoscia.&lt;/p&gt;
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		<title>La mia fioraia</title>
		<link>http://www.marcogiacosa.it/2008/06/22/la-mia-fioraia/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 00:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel frattempo]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio erano in due. Una é magra e nerboruta, si muove agitando le mani e con passi rapidi, la guardi in viso e pensi: questa è stata la più bella di tutte fino alle scuole medie, poi è sbocciata male. Ex bella, e, ora, pure ex fioraia. E&#8217; rimasta l&#8217;altra, quella grassa e non bella, la guardi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio erano in due. Una é magra e nerboruta, si muove agitando le mani e con passi rapidi, la guardi in viso e pensi: questa è stata la più bella di tutte fino alle scuole medie, poi è sbocciata male. Ex bella, e, ora, pure ex fioraia. E&#8217; rimasta l&#8217;altra, quella grassa e non bella, la guardi in viso e pensi: questa ha sempre comandato, quando aveva 5 anni e fin dopo le scuole medie. Comandante un tempo, e ora.</p>
<p>La fioraia rimasta la frequento da un anno e mezzo. Vedo più lei di alcuni amici storici. Quasi ogni sabato mi accoglie nel suo spazio, mi sorride e mi fa il mazzo. A me lo prepara, alla socia l&#8217;ha fatto.</p>
<p>&#8220;<em>Eh si, stai tranquilla, d&#8217;ora in avanti ci sarò soltanto più io in negozio, io o mia madre</em>&#8220;, disse tempo fa sorridendo a una cliente avanti a me. &#8220;<em>Così finalmente sono finiti i problemi</em>&#8220;, e via il sogghigno. L&#8217;altra, l&#8217;ex bionda, l&#8217;ex bella, mancava in effetti da due settimane. Ascolti e pensi: qui c&#8217;è un cadavere nascosto sotto la terra di una vigna, in questo angolo di Langa alla periferia di Alba. Ex viva?</p>
<p>Un giorno venne il padre. Stava seduto su una sedia osservando in silenzio la vetrina dall&#8217;interno. A un certo punto prese la parola e disse qualcosa. La figlia rispose: &#8220;<em>Come?! Cinquecento metri e hai preso la macchina?!?</em>&#8220;. L&#8217;uomo negò, timidamente, di aver preso l&#8217;auto, e cercò il conforto della moglie che faceva la spola tra retro e bancone. Ella lo rinnegò tacendo. E gli ordinò la nuova consegna.</p>
<p>La volta in cui la fioraia stava servendo un cliente chiesi i fiori alla madre. Mi consigliò, li prese dai vasi, li sistemò tra le mani. La figlia glieli strappò via. &#8220;<em>Ah, me lo fai tu?</em>&#8220;, chiesi stupito del trattamento di favore, sorridendo compiaciuto. &#8220;<em>Si, lei non è capace</em>&#8220;, disse a voce alta la figlia. La madre passò all&#8217;altro cliente, il cui mazzo, evidentemente, era privo di difficoltà.</p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; vietato passare dietro il bancone. I sigg.ri clienti stanno DAVANTI al bancone, non dietro. Grazie</em>&#8220;, sta scritto a pennarello nero su foglio bianco, appeso a due metri da terra. &#8220;<em>Vieni regolarmente assalita dai fan?</em>&#8220;, chiesi il giorno in cui lo vidi, sorridendo al solito. &#8220;<em>Guarda, la gente è proprio cafona. Incredibile. Questi entrano, vanno, vengono, ti giri un attimo e te li ritrovi dietro il bancone, a scegliersi i fiori. E no, i fiori glieli do io, se permetti</em>&#8220;.</p>
<p>Quando il ministero diffuse online per un pomeriggio i redditi degli italiani fui sorpreso di trovarmi Luciana Littizzetto a quota un milione e ottocentomila euro. Quel sabato, come spesso, la radio del negozio ne diffondeva la voce. &#8220;<em>Da quando so quanto guadagna la ascolto meno volentieri</em>&#8220;, riferii, stavolta sorridendo meno. &#8220;<em>Ah. Beh. Si. Ma a me fa impazzire, è troppo brava, mi fa morir dal ridere</em>&#8220;. &#8220;<em>E&#8217; sempre su RadioDeejay?</em>&#8220;. &#8220;<em>Certo, tutti i sabati mattina, la ascolto sempre, è bravissima</em>&#8220;. Iniziai una riflessione sull&#8217;estrema importanza della scelta del consumatore al momento del consumo: quando dissi che secondo me libertà individuale è anche conoscere i redditi degli uomini di spettacolo per poter scegliere se premiarli o meno a seconda di ciò che pensiamo di loro cambiando canale o spegnendo la radio, mi rispose: &#8220;<em>Dove taglio il gambo? Qui va bene?</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>I signori rappresentanti sono pregati di prendere appuntamento PRIMA di presentarsi in negozio!</em>&#8220;. E&#8217; il punto esclamativo che non mi torna. Non puoi scrivere <em>Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti nel corso della manifestazione</em>, quando i codici prevedono la responsabilità oggettiva degli organizzatori. Non puoi dire <em>Non per essere razzista, ma i negri sono diversi da noi</em>. Non puoi pregare qualcuno col punto esclamativo. E, soprattutto, non puoi scrivere ai rappresentanti (pennarello nero, foglio bianco, appeso sulla vetrata accanto alla porta di ingresso) un cartello che vedono una volta in negozio, a meno che non voglia, davvero, che il rappresentante giri i tacchi e non varchi l&#8217;ingresso, una volta arrivato all&#8217;ingresso.</p>
<p>&#8220;<em>Rose arancioni non ne ho più, stamattina ho già chiamato il magazzino tre volte. La terza è stata mezz&#8217;ora dopo la seconda. Ho provato, pensavo di non trovare più nessuno visto che alla seconda telefonata mi avevano detto che sarebbero partiti subito. E invece erano ancora lì, non erano ancora partiti. Quindici chilometri devono fare, quindici. Ma sai, è una cooperativa, che gli frega a loro di lavorare. Se avessero un negozio da mandare avanti, saprebbero cosa significa lavorare davvero. Le cooperative, invece. Sai, no?</em>&#8220;. Veramente no, comunque sto al gioco. Dev&#8217;essere colpa di Prodi. Vorrei dirle che ho visto persone in uffici pubblici efficientissime e persone in aziende private in vacanza da una vita, nonché viceversa, e non ho mai chiesto loro il tipo di contratto o la forma societaria. Vorrei dirle che il problema dell&#8217;incentivazione alla produttività è reale e va approfondito, ma spesso, pragmaticamente, il problema è la dirigenza più che la manovalanza. Vorrei dirle che se alla Corte dei Conti timbrano e vanno a fare la spesa, ci sarà pure un capoufficio che nota che uno dei suoi non è in ufficio, o no? Qualcuno visterà le presenze e le ferie e i permessi, no? E cosa c&#8217;entra la cooperativa, poi? Vorrei dirle tutto questo e invece dico: &#8220;<em>Ma è vero che l&#8217;Olanda è la patria dei fiori?</em>&#8220;.</p>
<p>Quando parlo della mia terra con amici che piemontesi non sono, spesso ridiamo del luogo comune: <em>falsi e cortesi</em>. Ecco, dovrei portarli a conoscere la mia fioraia. Gentilissima, e affabilissima, non le affiderei un solo istante dell&#8217;educazione del figlio che non ho. Il perché io continui a frequentarla e non abbia intenzione di smettere è un mistero che s&#8217;aggiunge all&#8217;altro: che fine ha fatto l&#8217;ex socia?</p>
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<input type="hidden" name="postAuthor_0" value="Marco Giacosa">
<input type="hidden" name="postDateTime_0" value="2008-06-22 01:06:17">
<input type="hidden" name="postContent_0" value="&lt;p&gt;All&amp;#8217;inizio erano in due. Una é magra e nerboruta, si muove agitando le mani e con passi rapidi, la guardi in viso e pensi: questa è stata la più bella di tutte fino alle scuole medie, poi è sbocciata male. Ex bella, e, ora, pure ex fioraia. E&amp;#8217; rimasta l&amp;#8217;altra, quella grassa e non bella, la guardi in viso e pensi: questa ha sempre comandato, quando aveva 5 anni e fin dopo le scuole medie. Comandante un tempo, e ora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La fioraia rimasta la frequento da un anno e mezzo. Vedo più lei di alcuni amici storici. Quasi ogni sabato mi accoglie nel suo spazio, mi sorride e mi fa il mazzo. A me lo prepara, alla socia l&amp;#8217;ha fatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;&lt;em&gt;Eh si, stai tranquilla, d&amp;#8217;ora in avanti ci sarò soltanto più io in negozio, io o mia madre&lt;/em&gt;&amp;#8220;, disse tempo fa sorridendo a una cliente avanti a me. &amp;#8220;&lt;em&gt;Così finalmente sono finiti i problemi&lt;/em&gt;&amp;#8220;, e via il sogghigno. L&amp;#8217;altra, l&amp;#8217;ex bionda, l&amp;#8217;ex bella, mancava in effetti da due settimane. Ascolti e pensi: qui c&amp;#8217;è un cadavere nascosto sotto la terra di una vigna, in questo angolo di Langa alla periferia di Alba. Ex viva?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno venne il padre. Stava seduto su una sedia osservando in silenzio la vetrina dall&amp;#8217;interno. A un certo punto prese la parola e disse qualcosa. La figlia rispose: &amp;#8220;&lt;em&gt;Come?! Cinquecento metri e hai preso la macchina?!?&lt;/em&gt;&amp;#8220;. L&amp;#8217;uomo negò, timidamente, di aver preso l&amp;#8217;auto, e cercò il conforto della moglie che faceva la spola tra retro e bancone. Ella lo rinnegò tacendo. E gli ordinò la nuova consegna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La volta in cui la fioraia stava servendo un cliente chiesi i fiori alla madre. Mi consigliò, li prese dai vasi, li sistemò tra le mani. La figlia glieli strappò via. &amp;#8220;&lt;em&gt;Ah, me lo fai tu?&lt;/em&gt;&amp;#8220;, chiesi stupito del trattamento di favore, sorridendo compiaciuto. &amp;#8220;&lt;em&gt;Si, lei non è capace&lt;/em&gt;&amp;#8220;, disse a voce alta la figlia. La madre passò all&amp;#8217;altro cliente, il cui mazzo, evidentemente, era privo di difficoltà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;&lt;em&gt;E&amp;#8217; vietato passare dietro il bancone. I sigg.ri clienti stanno DAVANTI al bancone, non dietro. Grazie&lt;/em&gt;&amp;#8220;, sta scritto a pennarello nero su foglio bianco, appeso a due metri da terra. &amp;#8220;&lt;em&gt;Vieni regolarmente assalita dai fan?&lt;/em&gt;&amp;#8220;, chiesi il giorno in cui lo vidi, sorridendo al solito. &amp;#8220;&lt;em&gt;Guarda, la gente è proprio cafona. Incredibile. Questi entrano, vanno, vengono, ti giri un attimo e te li ritrovi dietro il bancone, a scegliersi i fiori. E no, i fiori glieli do io, se permetti&lt;/em&gt;&amp;#8220;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando il ministero diffuse online per un pomeriggio i redditi degli italiani fui sorpreso di trovarmi Luciana Littizzetto a quota un milione e ottocentomila euro. Quel sabato, come spesso, la radio del negozio ne diffondeva la voce. &amp;#8220;&lt;em&gt;Da quando so quanto guadagna la ascolto meno volentieri&lt;/em&gt;&amp;#8220;, riferii, stavolta sorridendo meno. &amp;#8220;&lt;em&gt;Ah. Beh. Si. Ma a me fa impazzire, è troppo brava, mi fa morir dal ridere&lt;/em&gt;&amp;#8220;. &amp;#8220;&lt;em&gt;E&amp;#8217; sempre su RadioDeejay?&lt;/em&gt;&amp;#8220;. &amp;#8220;&lt;em&gt;Certo, tutti i sabati mattina, la ascolto sempre, è bravissima&lt;/em&gt;&amp;#8220;. Iniziai una riflessione sull&amp;#8217;estrema importanza della scelta del consumatore al momento del consumo: quando dissi che secondo me libertà individuale è anche conoscere i redditi degli uomini di spettacolo per poter scegliere se premiarli o meno a seconda di ciò che pensiamo di loro cambiando canale o spegnendo la radio, mi rispose: &amp;#8220;&lt;em&gt;Dove taglio il gambo? Qui va bene?&lt;/em&gt;&amp;#8221;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;&lt;em&gt;I signori rappresentanti sono pregati di prendere appuntamento PRIMA di presentarsi in negozio!&lt;/em&gt;&amp;#8220;. E&amp;#8217; il punto esclamativo che non mi torna. Non puoi scrivere &lt;em&gt;Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti nel corso della manifestazione&lt;/em&gt;, quando i codici prevedono la responsabilità oggettiva degli organizzatori. Non puoi dire &lt;em&gt;Non per essere razzista, ma i negri sono diversi da noi&lt;/em&gt;. Non puoi pregare qualcuno col punto esclamativo. E, soprattutto, non puoi scrivere ai rappresentanti (pennarello nero, foglio bianco, appeso sulla vetrata accanto alla porta di ingresso) un cartello che vedono una volta in negozio, a meno che non voglia, davvero, che il rappresentante giri i tacchi e non varchi l&amp;#8217;ingresso, una volta arrivato all&amp;#8217;ingresso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;&lt;em&gt;Rose arancioni non ne ho più, stamattina ho già chiamato il magazzino tre volte. La terza è stata mezz&amp;#8217;ora dopo la seconda. Ho provato, pensavo di non trovare più nessuno visto che alla seconda telefonata mi avevano detto che sarebbero partiti subito. E invece erano ancora lì, non erano ancora partiti. Quindici chilometri devono fare, quindici. Ma sai, è una cooperativa, che gli frega a loro di lavorare. Se avessero un negozio da mandare avanti, saprebbero cosa significa lavorare davvero. Le cooperative, invece. Sai, no?&lt;/em&gt;&amp;#8220;. Veramente no, comunque sto al gioco. Dev&amp;#8217;essere colpa di Prodi. Vorrei dirle che ho visto persone in uffici pubblici efficientissime e persone in aziende private in vacanza da una vita, nonché viceversa, e non ho mai chiesto loro il tipo di contratto o la forma societaria. Vorrei dirle che il problema dell&amp;#8217;incentivazione alla produttività è reale e va approfondito, ma spesso, pragmaticamente, il problema è la dirigenza più che la manovalanza. Vorrei dirle che se alla Corte dei Conti timbrano e vanno a fare la spesa, ci sarà pure un capoufficio che nota che uno dei suoi non è in ufficio, o no? Qualcuno visterà le presenze e le ferie e i permessi, no? E cosa c&amp;#8217;entra la cooperativa, poi? Vorrei dirle tutto questo e invece dico: &amp;#8220;&lt;em&gt;Ma è vero che l&amp;#8217;Olanda è la patria dei fiori?&lt;/em&gt;&amp;#8220;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando parlo della mia terra con amici che piemontesi non sono, spesso ridiamo del luogo comune: &lt;em&gt;falsi e cortesi&lt;/em&gt;. Ecco, dovrei portarli a conoscere la mia fioraia. Gentilissima, e affabilissima, non le affiderei un solo istante dell&amp;#8217;educazione del figlio che non ho. Il perché io continui a frequentarla e non abbia intenzione di smettere è un mistero che s&amp;#8217;aggiunge all&amp;#8217;altro: che fine ha fatto l&amp;#8217;ex socia?&lt;/p&gt;
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