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mg


giugno 10, 2009

Bar politic – 5

Questo uomo è stato eletto. 18.354 preferenze nella circoscrizione II Nord-Est

Nemmeno i Castellengo’s sono giunti a tanto

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Bar politic – 3

L’anatra ha bisogno di un ortopedico.
Un pensiero, un’idea, un’ipotesi, una voce, una considerazione, un’affermazione, un imperativo: se voti Marello al ballottaggio, il sindaco governerà senza maggioranza. Cioè non governerà. Frena! Welcome to Italy, my friend.
La chiamano, con una fantasia degna del Nobel per la creatività, l’anatra zoppa. Semplifico per chi su queste cose si addormenta: per avere 12 consiglieri su 20 in municipio, cioè la maggioranza, la coalizione che sostiene il sindaco eletto deve avere il 50%+1 dei voti validi. Se così non è – e se vince Marello, così non è – la ripartizione dei seggi non tiene conto del premio di maggioranza, per cui Marello avrà 9 consiglieri in appoggio, Castellengo 10, e il civico Cervella a far da undicesimo*. Con Marello sindaco. Quindi: un sindaco in minoranza. L’anatra sciancata. E qui, benvenuti in Italia capitolo 1, perchè lo scandalo di una simile idiozia tecnica non è tanto sia stata fatta, quanto non sia stata ancora corretta, dal ‘95 che ce la portiamo dietro.
Avete mai visto un politico dimettersi appena raggiunta la cadrega? Avete mai visto un politico tornare alle urne per un difetto tecnico della legge elettorale? Invece: quante volte un appena eletto nelle liste di un partito alla prima occasione utile s’è seduto un po’ più in là,  assieme a quelli di cui fino a due settimane prima aveva detto peste e corna? Quante volte un appena eletto se n’è uscito dalle aule per attestare la fiducia a un governo o a una giunta che fino a due settimane prima aveva ritenuto demonio?
I casi celebri: Berlusconi cerca di infilare a Incantesimo la fidanzata di un senatore dell’opposizione affinchè ogni tanto vada a farsi un giro per Roma anziché sedere nell’emiciclo (cercare su youtube, intercettazione Berlusconi-Saccà); Zanoletti, anno 1994, appena eletto nel PPI, al momento della fiducia al governo Berlusconi I se ne sta al bar per l’aperitivo; le danze di Mastella in equilibrio sul meridiano zero, il centro della politica; et cetera, et cetera: benvenuti in Italia capitolo 2.
Cervella assessore, comunque, garantisce il 10 pari*. E consigli comunali al netto di raffreddori e di emicranie. E magari si libera un posto a Telecupole.

Aquì, todos por Eta?
Lo chiesi in un bar di Vitoria. Quelli con me ridono ancora adesso, la cameriera mi fulminò imbarazzata: “Ehm, no“. Ma a Vitoria, capitale dei Paesi Baschi, e in tutta la più vasta terra chiamata, ’spiace per gli indipendentisti, Spagna, votare per Euskal Herritarrok o per il PSOE non è difficile. Tecnicamente, intendo.
Stavo spiegando il mio lavoro dello scorso fine settimana a tre colleghi spagnoli. Avevo parlato delle anatre in ortopedia e del voto disgiunto, possibile alle comunali ma non alle provinciali e alle regionali, del ballottaggio alle provinciali e alle comunali ma non alle regionali, del premio di maggioranza alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa, con sbarramento su scala nazionale al 4% per la Camera ma dell’8% a livello regionale e senza premio di maggioranza per il Senato, e poi la funzione strettamente abrogativa del referendum, stavo parlando di questo quando a un collega calvo sono poco alla volta ricresciuti i capelli, la collega bionda è diventata bruna, al collega crespo è spuntata una criniera cavallina.
Poi, pallore in viso, tremore, convulsioni e vomito: in quel momento stavo dicendo del Manuale del Presidente di Seggio, dei tre giorni impiegati in un’aula di scuola, della conta dei voti, delle timbrature e delle tabelle di scrutinio da inviare in differenti buste denominate non Pippo o Cammello, ma 8a, 8b e 8c (e sono solo 3 delle circa 15).
Infine hanno ripreso l’aspetto di inizio giornata, con la sola differenza di un punto di domanda tatuato in fronte. E mi hanno spiegato il sistema spagnolo.
Entri ai seggi, da un tavolo prendi le schede – che sono tante quanti i partiti che si presentano – e le porti in cabina. Quella che rappresenta il partito che intendi votare la metti in una busta, chiusa. Le altre le butti o te le porti a casa per i tavoli con le gambe che ballano o per il putagè. Poi esci dalla cabina e imbuchi la busta nell’urna. Se allo spoglio in una busta ci sono più schede, il voto è nullo. Molti la scheda la portano da casa, perchè i partiti la inviano per posta. Conta lo spoglio delle buste, e le schede dentro contenute. Fine.
Ho cercato di spiegare perchè da noi questo sistema sarebbe impossibile.
Francamente, non ci sono riuscito.

* Aggiornamenti:

- ho fatto i conti, se ben ricordo il sistema, Cervella non garantirebbe il 10 pari. Dovrebbe essere: 8 Marello, 1 Cervella, 11 Castellengo. Attendo lumi da chi, in zona, ha avuto modo di saperne di più.

- Giulio Segino, di Gazzetta d’Alba, precisa in un commento le ipotesi sui seggi

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giugno 9, 2009

Bar politic – 2

Un cavallo per senatore: si chiamava Incitatus.
Marello prende il 5,45% in più della somma delle liste che lo sostengono, Castellengo prende il 5,48% in meno delle sue d’appoggio. Su facebook i miei amici Giovani dicono che è un’ingiustizia andare al ballottaggio con la maggioranza assoluta dei voti a livello di lista. E sono delusi, come evidenza Giampiero Busato.
Direi al contrario che c’è stata, incredibilmente, giustizia, e che è stata anzi l’epifania della ragion d’essere del voto disgiunto. Finalmente, pure. Anche un cavallo avrebbe ritenuto più presentabile la candidatura di Marello rispetto a quella di Castellengo.
Assolutamente per ragioni estetiche, ovvio.
Avete mai sentito di qualcuno eletto per ragioni etiche?

Gancia puta, puta Gancia.
Si sa: il maschio medio in gruppo, quando l’io della finezza è preso a calci dagli istinti bestiali, è un animale. E dice le peggio cose, che poi (non) smentisce. Immaginatevi i commenti sulla Gianna Gancia e il suo Caldereul. Anche lei, però. Le facce sui manifesti, in estasi mistica. Sguardo rivolto all’orizzonte celestiale, come se qualcuno, da sotto, stesse. Orgasmica. E sui meno giovani, ma bigotti e imborghesiti cuneesi arricchiti, più animali sebbene in via sommersa, l’effetto mamma-con-figlio-e-nuovo-compagno: eh, ma non è seria; eh, ma è divorziata; eh, ma non può ricevere la comunione.
E poi: ma quant’è bravo il Mino; ma quant’è sveglio il Taricco; ma come lavora bene l’assessore in Regione; è di sinistra, ma è una brava persona.
Slogan subliminale: la bellezza conta. Slogan superficiale: ma conta di più il partito.

Castellengo santo subito. Anzi no(n ancora).
Castellengosindaco: un mantra avvistato: sull’acqua naturale, sul gelato alla crema, sul treno per i bambini, sulla pizza margherita, sul Martini bianco, sul rosé al tennis club, sull’ugola di Fiordaliso, e chissà dove anche. Io l’ho sognato due volte, di notte. Quasi mancherà.
Se avessero scrutinato la frequenza e l’intensità degli slogan, Castellengo sarebbe il sindaco più votato d’Italia.
E invece, si mangia e si beve ancora per due settimane. Prodotti griffati, of course.

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Bar politic – 1

Inizia Giampiero Busato, con “Due di picche“, sul risultato elettorale dei Giovani per Alba.

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“Castellengo sindaco”, ma non subito (e forse neanche dopo)

Come è andata alle Comunali di Alba lo trovi QUI.

Castellengo (cdx) 46,10%
Marello (csn) 41,39%
Miroglio (UDC) 2,81%
Cervella (IDV+civiche) 6,69%
Asteggiano (civica) 2,20%
Magara (civica) 0,80%

Mi ero divertito a pronosticare:
Castellengo (cdx) 45,82%
Marello (csn) 34,70%
Miroglio (UDC) 9,55%
Cervella (IDV+civiche) 6,88%
Asteggiano (civica) 2,38%
Magara (civica) 0,67%

(La provincia, invece, l’ho clamorosamente toppata!)

(…ci torno, ma intanto segnalo questa mezza rivoluzione)

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giugno 7, 2009

O mutos deloi

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giugno 6, 2009

I pronostici li azzecca chi non li fa

Poche ore all’inizio del voto. Ecco come andrà.

Elezioni Europee
Pdl 34,76%
Pd 24,16%
Lega Nord 13,78%
IDV 10,79%
UDC 6,66%
Rif.Com. 4,76%
Altri <4%

Primo turno comune di Alba (CN)
Castellengo (cdx) 45,82%
Marello (csn) 34,70%
Miroglio (UDC) 9,55%
Cervella (IDV+civiche) 6,88%
Asteggiano (civica) 2,38%
Magara (civica) 0,67%

Secondo turno comune di Alba (CN)
Marello (csn) 6.304 voti 50,22%
Castellengo (cdx) 6.248 voti 49,78%

Primo turno provincia di Cuneo
Gancia (cdx) 43,67%
Taricco (csn) 41,44%
Delfino (UDC) 4,71%
Altri <4%

Secondo turno provincia di Cuneo
Taricco (csn) 61,89%
Gancia (cdx) 38,11%

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