Disastro.
Soccorsi. Polemiche sui soccorsi, se in tempo o se in ritardo. Tendenzialmente sono in ritardo, di default.
Bertolaso sul luogo del disastro, indipendentemente da cosa sia in quel momento, se a capo della Croce Rossa o della Protezione Civile o Commissario alla spazzatura.
Dichiarazione dello stato di calamità naturale. Nessuno sa cosa significa, ma tutti capiscono che è cosa buona.
Il presidente del Consiglio nei luoghi del disastro. Di solito è Berlusconi. In elicottero, vestito sportivo.
Conta dei morti. Di solito crescono di ora in ora. E tutti dicono: crescono di ora in ora.
Il popolo dei blog si stringe attorno alle popolazioni colpite. Una volta. Adesso il popolo di facebook si stringe attorno alle popolazioni colpite. Tutti aggiornano gli stati. Di solito dicono che piangono e dicono ohmadonnasantissimahaivisto?!?. Di solito gli amici commentano: siohmadonnasantissimahaivisto?!?
Cordoglio del presidente della Repubblica, che registra un messaggio. Di solito quel messaggio lo danno dieci volte in dieci telegiornali totale cento volte. Quasi mai, quando registra quel tipo di messaggi, il presidente della Repubblica è seduto. Quasi sempre è in piedi accanto alla bandiera.
Cordoglio del Papa. Di solito dice: prego per i morti, e anche per i vivi, perché abbiano la forza per riprendersi da questa tragedia che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio.
La notizia come la danno i giornali esteri. Oggi di più i siti, ma è uguale. Di solito gli USA non cagano molto l’Italia, mentre la Spagna si. I francesi si ma poco.
Partenza di carovane di aiuti da tutte la parti d’Italia. Di solito sono organizzati dalla Protezione Civile. Di solito quelli che partono vengono intervistati alla radio o alla televisione. E c’è sempre almeno uno che chiede: ma vi pagano di meno voi che mollate il lavoro per andare nei luoghi del disastro? Di solito l’intervistato fa l’autista dipendente e risponde: no, non ci pagano di meno ma lo farei comunque anche se mi togliessero soldi dallo stipendio. Di solito l’intervistatore dice oh che bello ce ne fossero come voi.
Quelli che abitano lontano dal disastro pensano agli amici che hanno che abitano nei luoghi del disastro oppure agli amici che provengono dai luoghi del disastro e fanno loro una telefonata. Di solito poi riportano il contenuto della telefonata alla vicina di casa o al collega che non hanno un amico che proviene dai luoghi del disastro. Di solito emerge un particolare che fa accrescere la considerazione che la vicina di casa o il collega hanno di chi ha un amico che proviene dai luoghi del disastro. O almeno così crede la persona che ha un amico che proviene dai luoghi del disastro.
Ritrovamento dei superstiti. Di solito qualcuno applaude il passaggio della barella dove di solito il superstite è imbacuccato che non si vede la faccia e il giornalista in collegamento dice ecco vedete in questo momento la ragazza viene portata via dai vigili del fuoco e in quel momento il cameraman fa uno zoom cercando una tetta che spunti e ogni tanto, c’è da dire, spunta. Se spunta, la foto d’apertura dei quotidiani dell’indomani è fatta.
Cenni di polemiche politiche spente dal coro del buonsenso, l’opposizione dà ampio mandato al governo. Di solito dice: c’è un tempo per tutto, questo è dell’azione, poi verrà il tempo dell’analisi, infine quello della sintesi, in cui se si accerterà che qualcuno avrà avuto nell’occasione delle responsabbilità, questo qualcuno pagherà e posso dire fin da ora che il nostro partito si ffarà garante, a che si accertino le eventuali responsabbilità. Di solito non si trova mai nessuno che abbia avuto delle reponsabilità.
Sciacalli in circolazione e loro arresto. Dicono, perchè non ne inquadrano mai uno. Nemmeno di fronte alla caserma, al momento dell’arresto, quando di solito i criminali si mettono il loro ordine di custodia cautelare sulla faccia, niente, non si vede mai uno sciacallo.
Apertura di decine di sottoscrizioni, pure da parte del circolo delle bocce di Nichelino che fa mostra di un suo IBAN all’ingresso della sede sociale. Tutti quelli che guardano un telegiornale mandano un sms dal costo di un euro al numero in sovraimpressione, tutti sono sicuri perché costa proprio un euro e non è tariffa secondo proprio operatore. Tutti quanti si sentono membri di una comunità partecipano alla sottoscrizione organizzata dalla loro comunità.
Il popolo colpito dal disastro diventa simpatico a tutti. Gli stronzi del luogo colpito dal disastro non sono più stronzi.
L’uomo o la donna più famosi del luogo colpito dal disastro prendono la parola. Di solito dichiarano: siamo uomini di montagna, sapremo reagire. Anche se vivono da decenni a Monte Carlo o Roma o New York o si strafanno di coca nei festini di Hollywood. Dicono siamo uomini di montagna tranne che se il disastro colpisce la Liguria o la Sicilia o la Puglia. Lì dicono: siamo uomini di mare, sapremo reagire.
Storie toccanti di morti per caso e di sopravvissuti per caso. Di solito c’è quello che è andato all’estero partendo all’ultimo minuto la sera prima e voleva portare con sé la moglie ma lei non voleva e lui insisteva e lei non voleva e alla fine lei è rimasta a casa e c’è rimasta nel fango o sotto le macerie e lui torna e non si dà pace e racconta e parla e lo piange al giornalista che di solito a quel punto gli chiede: sta soffrendo molto?
I giornali scrivono che qualcuno del posto ha detto non lasciateci soli. Tutti quelli che leggono pensano: no, non vi lasceremo soli.
Parroco che dice che è colpa dell’uomo se Dio lo punisce. Di solito se la cosa succede in Romagna è colpa delle discoteche e del sesso. Se succede a Milano è colpa della cocaina e del sesso. Di solito è colpa del sesso più qualcosa altro tipico del luogo in cui è successo il disastro. A volte del sesso e basta. Cardinale che dice che quel parroco dice solo cazzate. La sinistra è contenta. Altro cardinale che dice che non è proprio così e comunque cosà e poi anche si e forse no magari oltre. Il PD è contento. Il Papa di solito non entra nelle questioni che riguardano piccoli sacerdoti italiani. Berlusconi è contento.
Rabbia. Di solito da parte di chi non ha perso né famigliari, né amici, né casa, che va alla Vita in diretta e fa l’arrabbiato. Molto arrabbiato. 2mila euro.
Caso pseudomiracoloso, tipo superstite al quarto giorno, che dichiara di essere stato salvato da questo o quel santo. Di solito questo o quel santo non salvano mai se non ci sono le televisioni che riprendono o Marzullo che prenota la diretta.
Foto tipo bambole nel fango o pelouche sporchi di sabbia delle macerie che finiscono in prima pagina sui quotidiani dei giorni successivi al disastro. Di solito un giornalista chiede alla figlia che gli presti il suo giocattolo e poi lei s’incazza quando non riceve più il suo ma uno molto più grosso che comunque non era quello che aveva lei. Di solito poi quando la bambina vede il suo giocattolo in prima pagina sul giornale dell’indomani si mette a piangere e va dalla mamma che a quel punto dice al marito sei proprio uno stronzo e lui sospira e allarga le braccia e dice che è colpa del fotografo.
Scivolamento della notizia in sesta pagina, per una pagina.
Container montati sul luogo del disastro. Temporaneamente. Immagini della presa di possesso dei container da parte degli sfollati. Di solito quegli sfollati hanno 19 figli.
Notizia in settima pagina, mezza pagina.
Predisposti gli appositi moduli per la richiesta di rimborso dei danni subiti. Di solito non si capisce niente. Di solito li compila il commercialista.
Accordo in Senato. La conversione in legge del decreto pro zona disastrata passa con il voto favorevole dei senatori dell’opposizione eletti nella zona disastrata.
Notizia in dodicesima pagina. Non tutti i giorni.
Accordo alla Camera. Il testo licenziato dal Senato è approvato senza ulteriori modifiche. I deputati dell’opposizione eletti nella zona disastrata votano compatti con la maggioranza.
Le telecamere tornano nei luoghi del disastro. Il giornalista dice: qui c’era una scuola crollata. E inquadrano uno spiazzo sgombro. Il giornalista dice: in questo punto, in questo punto esatto un palazzo di centomilatrecentodieci piani si accartocciò su se stesso. E inquadrano una buca di cinque metri. Vedete, vedete quella collina. Il cameraman inquadra una collina in fiore. Chi monta il servizio gli mette prima la stessa collina con la neve di qualche mese prima e qualcuno a casa ci rimane male.
Indagato a piede libero il presidente del circolo delle bocce di Nichelino. Si è intascato i proventi della sottoscrizione per il disastro. Intervista a una passante davanti al circolo delle bocce di Nichelino che dice io ci ho ddato 15 euro, me li deve ridare sto ‘dlinguente. Chi ha mandato il sms dice speriamo che l’hanno ricevuto davvero. Chi ha fatto un bonifico dice sono tutti ladri sti stronzi.
Le telecamere tornano nei luoghi del disastro. Inquadrano i container temporanei. Di solito c’è una vecchia grassa che parla itagliano e tiene molte piante in fiore sui davanzali del container. Di solito poi interviene la figlia che invece è studiata e dice lo Stato ci ha abbandonato.
Il popolo colpito dal disastro, se era stronzo, torna stronzo agli occhi del popolo che non è colpito dal disastro.
Vaglio delle prime richieste di rimborso danni subiti. Di solito il commercialista ha consigliato di inserire nel danno subito anche quello che tanto danno non aveva. Di solito il cliente vuole inserire nella lista anche quello che non c’è, tipo la casa al mare. Ma è al mare!, di solito risponde il commercialista, a 260 chilometri da qui. Si ma ha una crepa, dice di solito il cliente. Di solito, la crepa della casa al mare viene rimborsata.
Striscia la Notizia scopre depositi con derrate alimentari non utilizzate. Il magazziniere intervistato in quel luogo delle derrate dice che lui non ne sa niente, che lì è la Protezione Civile no il Comune no la Provincia no la Regione. Di solito c’è sempre un telone di plastica grigio scuro tagliato di netto da una lama che lascia intravedere la merce che copre. Il cameraman fa uno zoom. Di solito è un pacco di fusilli della Barilla. Di solito sono scaduti da qualche settimana. Di solito sono stati prodotti qualche settimana prima del distastro. L’evidenziazione di ciò manda in sollucchero i telespettatori che a quel punto fanno ooohhh. Fabio limona Mingo, è un trionfo.
I sindaci dei paesi del disastro vengono rieletti con l’80% dei consensi. Di solito fanno una campagna elettorale con le foto del fango o delle macerie e loro dietro, che sorridono. Di solito mettono anche in giro le foto di quando avevano i gambali sporchi di fango o le mani sporche di terra. Di solito avevano qualche capello in più, e soprattutto meno bianco, in quelle foto là.
I deputati se erano al governo non vengono rieletti, se erano all’opposizione vengono rieletti, ma se il disastro è in Veneto vengono rieletti tutti quelli del Pdl e della Lega Nord e se il disastro è in Toscana vengono rieletti tutti quelli del PD indipendentemente da se erano all’opposizione o al governo. Di solito si incolpa il governo perché i soldi non arrivano. Di solito è colpa anche dell’opposizione. I soldi, comunque, di solito, arrivano a chi non ne ha bisogno e non arrivano a chi ne ha bisogno. Nessuno ha mai capito perché, ma è scientifico.
Per ricordarsi del disastro, occorre entrare nel sito wikipedia.
Striscia la notizia fa un giro per le zone terremotate. Inquadrano i contanier. I fiori sono appassiti. I 19 figli sono 19 padri. Hanno 35 figli. Sono in 78 in quel container. Lo Stato ci ha abbandonato, dice il figlio del figlio di un nipote.
Nessuno parla più di quel disastro. Nemmeno Report. Di solito quando è così avviene un altro
Disastro.
Soccorsi. Polemiche sui soccorsi, se in tempo o se in ritardo. Tendenzialmente sono in ritardo, di default.
Bertolaso sul luogo del disastro, indipendentemente da cosa sia in quel momento, se a capo della Croce Rossa o della Protezione Civile o Commissario alla spazzatura.
Dichiarazione dello stato di calamità naturale. Nessuno sa cosa significa, ma tutti capiscono che è cosa buona.
Tag:terremoto, tragedia
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